Il commisssario Torrente – Santiago Segura

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Dal 2 maggio il 4° episodio della serie di Segura al cinema, poco divertimento e tanto trash

torrente_4_lethal_crisis_1_fullQuando i film sono importati partiamo senza pregiudizi perché noi italiani siamo fatti così, anzi,

siamo così: esterofili. Amiamo quanto prodotto e realizzato in special modo in Europa o negli

States. Ci piace la moda, il cinema, la cultura, e quello che è fatto fuori dalla nostra porta lo

giudichiamo a priori un successo. Ma, a volte le eccezioni si fanno largo anche in queste preferenze.

Il commissario Torrente il braccio idiota della legge sfida la comicità della “regola” di confine tra

quello che è bello perché è bello e quello che ci impongono di credere che piace perché è più facile

da assorbire per il mercato. Giunto al quarto capitolo cinematografico la trama si presenta povera di

originalità e ricca di scene ad alto tasso sessualmente scorretto, che diventa comicità violenta. In un

solo capitolo offende la sensibilità omosessuale, femminile ed animale (la scena della pecora è

abominevole!). Grande sforzo nel presentare il film se lo stesso protagonista nonché regista

Santiago Segura ha giocato furbamente in conferenza stampa al cinema Adriano il 30 aprile scorso

quando ha domandato ai giornalisti in sala per l’anteprima di alzare la mano chi fra loro avesse

odiato il film. Segura sapeva benissimo che nessuno avrebbe manifestato “amore” ma che pure

l’odio sarebbe stato un termine pesante per indicare una preferenza personale. E allora ha camuffato

il quesito. Nessuno ha alzato la mano ma ci si è guardati l’un l’altro. Scordatevi le risate sollevate

dai poliziotti di Scuola di polizia o dal Commissario Rocca. Qui è servita alacremente la

volgarità di chi investe esclusivamente su nudi, sesso, allusioni, derisioni ai trans carcerari. Giunto

con 40 chili in meno Segura, che viene presentato come un divo in Spagna, ha spiegato di sentirsi

felice che in Italia il film sia stato censurato in alcune scene poiché non gli era mai accaduto prima

di vedersi censurare. Il quarto episodio della serie vede l’imbranato commissario nel tentativo di

costruirsi una nuova vita, ma le buone intenzioni durano poco. Si ritroverà in carcere accerchiato da

strane e spinose situazioni che potevano essere gestite forse con più fantasia. Non veniteci a dire

che “è questo che piace ai ragazzi, ai giovanissimi” o cose simili, perché altrimenti dovremmo

allungare la lista con le cose che gli fanno male. A loro proprio, a questi giovani abbiamo la

responsabilità di mostrare buoni esempi.

Il franato “commissario” inizialmente sarà solo nei Cinema Multiplex poi ci saranno dal 9 maggio

73 copie. E’ stato girato in 3D mentre da noi è in versione semplice. “Spero di tornare in Italia con

Torrente 5, ho amato il cinema italiano con Fellini e poi le musiche di Rota, Morricone, che fanno

parte della nostra memoria” ha detto il protagonista-regista aggiungendo di “essere stato sempre

attratto dai perdenti, Torrente non ha cultura, non ha soldi, non ha equivalente”.

Unico momento bello davvero è la sigla finale di chiusura (diventa liberazione!) quando, a ritmo

di musica latina, vi è un ballo che coinvolge l’intero cast vestito d’arancione mentre cartelli stile

“wanted” sfilano con i nomi dei protagonisti. Nel cast anche Kiko Rivera, Barragan, Xavier Deltell,

Enrique Villen e Canita Brava.

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