Il Cantico di Pietra – Seconda Mente

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Il Cantico di Pietra – Seconda Mente

Il Cantico di Pietra – Seconda Mente

seconda mente

-E lei ti ha chiamato?-

-Non so…l’ho appena composta.-

-Devi volerle molto bene…-

-Sì…anche se non so spiegarti razionalmente il perché…-

-Come ogni cosa che vale…-

-E tu che ne sai?-

-Guarda che non sono nata qui.-

-Sì…scusami…-

-Niente…ci sono abituata…quindi tu credi che possa esserci qualcosa che dura…-

-Per sempre?-

-Per sempre…-

-Non lo so…se senti sia vero, investi tutto…se non lo senti, non esiste…io sono su un filo…-

-Io sto affogando…-

-Non è poi tanto diverso.-

-Tu dici?-

Il ragazzo scende dal muretto.

E’ la prima volta che lo vede. Bene, intendo. E’ anonimo, sembra straniero tanto le è nuova quella vulnerabilità. E lei ne ha vista di gente debole. Più fuori che dentro, comunque. Ha rughe, troppe per un giovane. Non è né biondo né bruno, il suo viso dice che i giorni lo hanno colpito, un lavoro lento, erodendogli l’espressione in un misto tra infinita speranza germogliata attorcigliandosi ad una timidezza ferale. Ma non distoglie il capo, anzi si avvicina sicuro, chitarra a tracolla e mani nelle tasche.

-Sicuro di essere pronto per una cosa così?-

-Non posso saperlo…e neanche deciderlo…non si può essere preparati a tutto…-

-La vita sarebbe noiosa…-

-Esatto…- poi sorride, un sorriso che moltiplica vistosamente le crepe delle guance -…o almeno vorrei crederlo…-

-Immagino che uno debba sempre chiedersi che vuol dire amore…- per un attimo interrompe la linea visiva, per concentrarsi, -…nel senso che quando smetti di farlo potresti arrivare ad amare anche il minimo calore con cui ti scontri…-

-Le ricerche fatte bene non vanno molto di moda…e dall’altra parte non si può scavare soli…-

-Sbucheresti dall’altra parte della terra o del cielo…sempre se non curvi, ti accontenti dei tunnel rodati che già occupano abusivamente la Sfera.-

-La Sfera sta per rotolare via, e lasciarci tutti orfani…-

-E’ diventata una discarica…-

-Bombardata dai nostri vuoti…-

L’ematoma della notte ha coperto i fiochi chiarori dei mille sconosciuti immersi in definizioni abbraccio e coesione. Restano assorti, godendo del reciproco, rispettoso silenzio.

-A volte è così dura trovare qualcuno con cui intrecciare la propria identità…spesso siamo noi ad essere una scogliera, non il porto che dovremmo…a volte, il più delle volte, sempre, desidero il buio…-

-Il buio non è freddo…passare oltre…-

-Ma sarebbe facile, giusto?-

-Troppo facile…e a noi non piacciono le cose facili, vero?- le sorrise, un gesto disarmante, pieno di aspettative. Lei si strinse, e non per il ghiaccio che colava dalle stelle.

-No…perché niente si può dire “facile”; il cuore è una fenice: ogni rogo lo rende più bello, non meno fragile.-

-Ma non può che bruciare…è nell’ordine degli eventi…-

Fumi di giorno salgono dalla terra, incerti. Aspettano che la notte inizi a dubitare di se stessa, ad aprirsi a quel indefinito mondo di mezzo.

-E tardi, lo sai questo?-

-No che non lo so…- le sorrise di nuovo, stavolta distratto, cercasse di indovinare una parola, un suono nell’aria, -…e quindi per me è presto, ancora…-

Lei si avvicinò, e allungando il braccio gli toccò la fronte: non una carezza, tanto meno un graffio…solo contatto, capacitarsi l’uno dell’altro, condividere quel mare che ruggisce sopra  e sotto il nostro viaggio.

-Qualcuno canta per me là fuori, secondo te?-

-Sai che non posso risponderti…- lui appoggia la mano sul suo fianco, -…ma posso dirti che non sarebbe una vita sprecata, cercarlo…-

-Perdonami se ti ho ascoltato…-

-Scherzi? Mi ha fatto piacere…ciò che è vero non deve avere paura del mondo, tanto meno di chi ha la forza per accoglierlo…- le dita scivolarono via, -…addio.-

-Addio.-

Ed entra in un banco di nero, non uscendone più.

Laya fischietta per un attimo la canzone, mentre torna nella sua stanza. Quella notte lei la dimenticherà. Perché non è sua, e mai lo sarà.

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Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi generalmente esperisce in forma sfusa ma, quando osa concentrarsi, scrive, pontifica, analizza. Oggetto dei suoi voli radicati arte, videogiochi, cultura e dis-società, egemonie, ludus e non eventuali. E’ persino dottore di ricerca in Sociologia, giusto per dare un inquadramento serio e serioso al suo profilo e per giustificare la sua tendenza a scarnificare l’anima collettiva. Il resto della storia, comunque, è anche affar vostro.

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