Iron Man 3: siamo alla fine della specificità dell’eroe?

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Iron Man 3: siamo alla fine della specificità dell’eroe?

Iron Man 3: siamo alla fine della specificità dell’eroe?

iron man 3

Iron Man è uno degli eroi dei fumetti che maggiormente ha beneficiato del passaggio sul grande schermo, aumentando la propria popolarità grazie al carisma di un ritrovato Robert Downey Jr.

Oggi sulle pagine di Four non vi proponiamo la recensione del film, ma un paio di riflessioni che il film porta e che rimandano alla rubrica nella quale avete trovato questo articolo.

Di suo, Iron Man è già un prodotto crossmediale, considerando il fatto che si tratta di un adattamento cinematografico da fumetto. Ciò che però è più curioso notare in questo contesto, ovvero quello di questo terzo episodio, è come Tony Stark costituisca con il proprio alter-ego metallico un dualismo potente e rimarcato oltre quello che abitualmente caratterizza i super-eroi dalla doppia identità.

Nel primo film tutti erano rimasti colpiti dallo sfacciato riconoscimento di Tony Stark: “Io sono IRON MAN!”, dichiarazione che manda in frantumi la riservatezza e la tutela dell’identità reale gelosamente custodita da buona parte degli eroi precedenti, eccezion fatta per i Fantastici 4.

In questo episodio avviene qualcosa che a livello simbolico rompe anche con questa rottura: Tony trova il modo di controllare l’armatura senza essere necessariamente all’interno di essa. Da una parte vi entra in maggiore connessione escogitando un modo per richiamarla a sé, dall’altra però scinde il suo essere dalla corazza: è il creatore di Iron Man, non è più necessariamente e sempre Iron Man.

Iron Man diventa un guscio, uno strumento potente, a volte imprescindibile, ma non è unico e non è neanche inimitabile. Generalmente il super eroe è unico e solo perché dotato di caratteristiche non replicabili. Il tema del doppio in tal senso viene sconvolto, creando un cortocircuito che, in termini organici, è lo stesso proposto dalla clonazione. Quello che emerge davvero è l’unicità dell’uomo – o della donna – che quel guscio protegge: Tony Stark, come ha avuto modo di dire in The Avengers a Capitan America, senza l’armatura resta un genio, playboy, filantropo. E per quanto esaltanti siano le scene d’azione anche di questo nuovo episodio, ciò che catalizza l’attenzione è il carisma dell’uomo Tony Stark, ancor più dell’eroe Iron Man. Dal punto di vista di un lettore appassionato questo discorso è pressoché inaccettabile. In termini umani potrebbe essere un’interessante spunto di riflessione sul concetto d’identità, nato dalla visione dell’ultimo film cui si attribuirebbero venature filosofiche.

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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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