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Four Magazine Incontra Marina Rei!

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E’ uscito il 18 settembre il nono album in studio di Marina Rei, “La Conseguenza Naturale Dell’errore”, album che vanta numerose collaborazioni artistiche che vanno ad arricchire il bagaglio musicale di una delel artiste più amate a livello internazionale nella musica italiana. Marina Rei, nome d’arte di Marina Restuccia, ci aveva lasciati nel 2009 con Musa, album di inediti decisamente al femminile, interamente scritto e prodotto da Marina stessa, che descrive figure femminili forti, donne fuori dagli schemi, con un percorso preciso davanti a sé – nel lavoro, nella famiglia, nella società. Il disco valorizza le doti di musicista grintosa e appassionata e il sound complessivo dell’album è stato costruito proprio intorno a quello della sua batteria, a partire da esso. Artista eclettica, talvolta incompresa, ha saputo viaggiare nel mondo della musica fin da giovane quando, all’età di 18 anni, forma una band con cui inizia ad incidere dei brani e, contemporaneamente, registra due album dance che riscuotono un discreto successo in Giappone, paese con cui poi manterrà un buon legame artistico. E a Maggio dell’anno scorso, esce E Poi Mi Parli Di Te, primo singolo di questa nuova era discografica per Marina, duettato con Pierpaolo Capovilla, singolo che ottiene una buona programmazione radiofonica. La Conseguenza Naturale Dell’errore è un album ricco di idee, di messaggi, di intenti, e assieme agli otto brani inediti è inclusa una versione del brano ” Che male c’è”, arrangiata, per orchestra, dal Maestro Ennio Morricone. “Questo disco ha preso forma nel tempo, col tempo. Vorrei fossero le parole delle canzoni a parlare per me”, dice Marina Rei alla presentazione del suo album; “Ho incontrato e parlato più volte con gli artisti con i quali ho condiviso questa meravigliosa esperienza. Da ognuno di loro ho colto sfumature profonde e uniche. Con ognuno di loro ho un ricordo di smisurata bellezza. Una canzone è un piccolo miracolo, una sorpresa inaspettata. E ogni volta che accade, mi lascio sorprendere.”

Quale vuole essere il messaggio al centro del tuo nuovo album?

Non ci sono messaggi al centro del disco. Mi premeva mettere al centro dell’attenzione le parole, dato che in un momento storico come questo c’è sempre la paura di fermarsi a riflettere. È vero,la musica suscita forti emozioni ma allo stesso tempo credo possa e debbia far pensare. La canzone Qui è dentro, sul tema del sovraffollamento delle carceri oppure Che male c’è, sul caso Aldrovandi, sono due canzoni che mettono al centro dell’attenzione alcuni dei mali dei nostri tempi.

In “la conseguenza naturale dell’errore”, hai collaborato con molti artisti. Com’è stato e quanto scambio professionale e/o artistico c’è stato?

Le collaborazioni sono sempre per me fonti di grande ricchezza musicale, culturale e personale. Con alcuni degli autori con  i quali ho scritto, c’era già un rapporto di amicizia, o comunque di stima reciproca come Paolo Benvegnù, la Donà e Riccardo Sinigallia. Con Pierpaolo Capovilla è stato un incontro che ho desiderato moltissimo dal quale, nonostante i diversi percorsi musicali, è nata una canzone che ha reso felici entrambi. Con Appino, giovane talentuosissimo di grandi capacità di scrittura, abbiamo scritto l’Errore.

Com’è cambiata, secondo te, la musica italiana degli ultimi anni?

Quello che è cambiato è l’approccio mediatico e discografico alla musica. L’attenzione principale viene concentrata su ciò che succede nei talent show piuttosto che su quello che succede nelle realtà indipendenti e nei live. Ci sono e continuano ad esserci artisti di grande talento molto seguiti ma per la maggior parte sconosciuti al grande pubblico, ed in tutto ciò l’Italia è un paese ricco di grandi talenti ma non educata alla musica di qualità.

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Gabriele Palella
Gabriele Palella
Milanese, giovane ma già competente in quella che è la sua più grande passione: la musica. Milano. Lavora, compone e produce brani, scrive e partecipa a numerosi e diversi eventi a Milano e dintorni. Di sé dice: "credo in quello che faccio, spinto dalla bellezza e dalla forza della musica che unisce, crea, intrattiene ma, soprattutto, insegna. Io ci credo a questa forza...e voi, in cosa credete?"

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