Franco Battiato all’Auditorium Conciliazione di Roma.

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Franco Battiato all’Auditorium Conciliazione di Roma.

Franco-Battiato-

I concerti  del “Apriti Sesamo Tour” di Franco Battiato sono stati un successo; quattro date all’Auditorium Conciliazione di Roma.
Uno spettacolo che riporta gli elementi tipici dello show battiatiano: sobrio, quasi solenne, e allo stesso tempo divertente e carico di adrenalina. Al centro del palco torna il suo tappeto, il suo trono; alle spalle una scenografia delicata con luci essenziali a illuminare la postazione dei musicisti. Franco Battiato inizia il suo spettacolo con canzoni del nuovo lavoro “Apriti Sesamo”, uscito a ottobre 2012. “Un resistibile richiamo”, “Testamento”, “Passacaglia”, “Aurora”. Brano dopo brano, Battiato ci immerge in uno stato di beatitudine, complice forse la passione smodata per la sua musica. Tra una canzone e l’altra, racconta degli aneddoti della sua vita, delle sue esperienze.

Alle spalle del palco, uno schermo trasmette immagini e video durante le esecuzioni dei brani. Il concerto può essere concepito come una divisione della sua carriera: la prima parte dedica ampio spazio, ovviamente, al nuovo lavoro, ricco della nuova presa di coscienza della vita del Maestro. Un momento di conoscenza, di apprendimento. Un’atmosfera meditativa, almeno per chi il nuovo album non è ancora territorio esplorato. Nella seconda parte, invece, Battiato mette in scaletta i suoi successi, con la sorpresa finale che ha dato il colpo di grazia alle nostre emozioni già in estasi.

Il brano a cui è affidato il passaggio tra l’attuale e il passato è “Telesio”, un aria dell’opera scritta dal filosofo e collaboratore Manlio Sgalambro e musicata dallo stesso Battiato.
Ad accompagnare visivamente la musica, un video di una ballerina conosciuta dal Maestro, che si è prestata per una performance apposta per il la canzone. Luci spente.
I violini annunciano uno dei brani più emozionanti della sua discografia..
Romantici o cinici, innamorati o meno, “L’Ombra della luce” è una perfetta connessione tra musica e parole. La delicatezza del violino e della voce toccano nel profondo, anche dal vivo. Con “Lode all’inviolato”, “Mesopotamia” e “Il mantello e la spiga”, torniamo in una dimensione più reale, tangibile, in cui ritroviamo il Franco che ha cresciuto la maggior parte del pubblico presente, nato nella metà degli anni ottanta.

Prosegue con “Nomadi”, “La stagione dell’amore”, “La Cura”, “E ti vengo a cercare”, “Bandiera Bianca” e “Up patriots to arms”, che scardina, quest’ultimo, ogni freno inibitorio del pubblico più giovane, che all’unisono si alza per raggiungere lo spazio adiacente al palco. Una consuetudine, ultimamente, che rischia di diventare un rito. Il bis è un rituale che ogni artista deve, volente o nolente, concedere. I fans che seguono Battiato, riescono a intuire i brani che verranno eseguiti durante il bis, ma l’entrata in scena di un sintentizzatore, ha spaesato così tanto le persone da rendere quasi incredibile il pensiero che ha sfiorato le menti. Dopo anni di richieste, suppliche e, ormai leggendari, desideri di poter ascoltare il Battiato dei primi anni settanta, il Battiato della musica sperimentale, ecco che sul palco compare proprio il sintetizzatore. Nell’incredulità di tutti, l’entrata di Franco Battiato per il bis è stata accolta con un emozionante applauso, quasi fastidioso. Nel buio e nella psichedelia delle immagini sullo schermo, Battiato, da dietro il sintetizzatore, esegue il suo brano sperimentale più conosciuto “Propiedad prohibida”. Un colpo basso, i cinque minuti più sperati e meno creduti nella storia di un fan di Franco Battiato. Il concerto si conclude con “Cuccuruccucu” e  “Inneres Auge”. L’entrata del sintetizzatore sarà il ricordo più bello che avrò di tutti i concerti a cui ho assistito.

 

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