Die Hard Un buon giorno per morire…?

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Die Hard Un buon giorno per morire…?

Die Hard Un buon giorno per morire…ne siamo sicuri?

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I miti non muoiono mai. Le leggende si radicano imperiture nella memoria. Le icone restano simboli eterni di un concetto, un ideale, un’aspirazione. Questo è ciò che, meno epicamente forse di come abbiamo voluto dirlo, è accaduto nel tempo a John McClane, il burbero poliziotto newyorkese perennemente in canotta, che è stato reso grande (e ha reso grande) Bruce Willis.

Così come avvenuto per personaggi simbolo interpretati da Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger, John McClane si è ritagliato il suo spazio nel cuore degli amanti dei film action, ma, dopo 25 anni dalla prima apparizione, il suo mito è messo a rischio. E non per colpa di Bruce Willis.

Die Hard – Un buon giorno per morire, quinto episodio della saga, vede un invecchiato ma ancora in forma McClane imbarcarsi in un’avventura disperata per aiutare il figlio ad uscire da una spinosa situazione, che li vedrà mettere a ferro e fuoco Mosca come la centrale di Cernobyl. Fin qui, tutto sembrerebbe funzionare: azione esagerata, fiumi di piombo in comodi confetti monodose, inseguimenti a tutto gas nel bel mezzo del traffico cittadino…cosa c’è che non va? Il problema è presto detto: se a cantare del pelide Achille aveste messo un tennista e a scriverne la storia una cameriera da saloon, l’eroe acheo sarebbe forse risultato sempre una figura di spicco, ma l’Iliade ne avrebbe un tantino risentito…Oggi siamo in vena di paragoni mitologici, ma il concetto è proprio questo: il film fa affidamento in modo totale sulla figura di McClane e di suo figlio (interpretato da un buon Jai Courtney), ma non costruisce un racconto credibile e soprattutto, John Moore non è all’altezza dei suoi predecessori, componendo il film come una sequenza scoordinata di inquadrature discutibili, azioni senza il necessario mordente, il tutto condito da un andamento della tensione da commedia.

Non è questo Die Hard, non basta qualche buona battuta e un’inossidabile Bruce Willis per accontentare chi ha visto i precedenti episodi e non è corretto nei confronti dei nuovi spettatori dare della serie una così limitata immagine.

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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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