Old World Romance – Sea Wolf

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Old World Romance – Sea Wolf

Contemporanea Malinconia Folk nel 3° Album dei Sea Wolf

seawolf1Il titolo, se non è un mezzo scialbo per attirare pubblico, indica l’essenza di un’opera, o almeno una delle sue chiavi di lettura. L’idillio del vecchio mondo del 3° album dei Sea Wolf, band losangelina, indica subito il mood nostalgico malinconico che accompagna i 10 brani del disco, un folk indie che sa ammiccare al pop d’autore ma non smette nel cercare di emozionare gli appassionati coi tratti distintivi del genere.

Dieci ritratti di un mondo che cambia, ricordi e rimpianti che la voce del leader Alex Brown Church mette in musica, assieme agli altri 3 componenti del gruppo, pagine di diario o sentimenti intimi attingendo al grande magma indie, dai Coldplay prima della deriva mainstream fino a Bon Iver più “sintetici”, filtrando tutto attraverso le chitarre acustiche e gli archi.

Non inventano, anzi forse riciclano, ma i Sea Wolf lo fanno bene, creando l’atmosfera calda e ammiccante che può portare una band del genere dall’underground al successo planetario (vedasi per esempio i Mumford & Sons): Old World Romance quindi, con il costante sostegno di armonie delicate e suoni velati di tristezza (mai depressa), alterna drum machine semplici e sonorità acustiche, che si fondono fin da Old Friend, brano che apre il disco. Il mare calmo che compare in copertina è una buona metafora del disco: la cavalcata di In Nothing, il romanticismo dolcissimo di Blue Stockings (forse il pezzo migliore del disco), il sound perfetto per gli stadi e il cinema di Changing Seasons (da sottolineare la buona produzione di Phil Ek, tra i più amati producer indie-folk), il vortice cupo della conclusiva Whirlpool ci dicono di una band che sta maturando, anche se non riesce del tutto ad affrancarsi dai modelli di partenza.

Un difetto, sicuramente, ma anche una sicurezza da giocarsi in attesa che la fortuna o un folgorante sprazzo di ispirazione li portano al famigerato grande salto. Che può farti diventare un’altra band, nel bene o nel male. Ma che può far perdere il sapore del mondo antico a cui i Sea Wolf paiono così affezionati.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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