Ti prego lasciati odiare: l’eccezione editoriale

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Ti prego lasciati odiare: l’eccezione editoriale

Ci sono cause di forza maggiore, a noi ignote, che spingono lettori esigenti e spocchiosi (come chi scrive) ad avventurarsi tra le pagine dei cosiddetti “casi editoriali”. I mangialibri in questione vengono presi da un’irrefrenabile voglia di comprendere le ragioni del successo inaspettato di un testo e la nascita di un nuovo autore. E, in preda a una sorta di delirio paraletterario, prendono a trangugiare quel volume che campeggia nelle vetrine di tutte le librerie, convinti che questa volta sarà diverso; non ci si può sempre imbattere nella fiera dell’ovvio. Ma la lettura, a volte, si tramuta in esercizi di masochismo: la massa si sa predilige la banalità.

Ti prego lasciati odiare” di Anna Premoli, Newton Compton editore, potrebbe essere l’eccezione che conferma la regola. Il romanzo di esordio della Premoli è il primo caso di self-publishing che, dal web, è finito in libreria e, in poco tempo, è schizzato ai primi posti della classifica dei libri più venduti dopo essersi aggiudicato il titolo di “libro più scaricato” nell’estate dello scorso anno. L’autrice, consulente finanziaria, abituata ad avere a che fare con i numeri, ha coltivato sin da bambina la passione per la lettura (stando a quanto scrive nei ringraziamenti). La scrittura è arrivata col primo figlio. Come spesso accade, la letteratura è stata utilizzata come cura antistress e ha prodotto un romanzo leggero appartenente al genere chick lit.

La neo scrittrice non avrebbe mai avuto il coraggio di pubblicare la sua prima fatica letteraria, ma il marito ha voluto sorprenderla pubblicando il suo romanzo in formato digitale. Da quel momento in poi “Ti prego lasciati odiare” ha messo le ali. Il suo successo è stato decretato dal basso, dai lettori, che continuano a premiarlo anche in formato cartaceo.

La trama è abbastanza scontata. Jenny, donna in carriera, avvocato fiscalista ironica e determinata, da anni litiga con un suo collega Ian che gli rende la vita impossibile sul lavoro. Sono entrambi ambiziosi, stakanovisti, litigiosi e perfezionisti, ma una si è fatta da sé, viene da una famiglia borghese, nelle vene dell’altro invece scorre il sangue blu e i più pensano che sia un raccomandato. Lei bada più alla sostanza che all’apparenza, sceglie gli uomini in base al cervello, lui al contrario si contorna di modelle e ricche ereditiere. Ma tutti e due non riescono a trovare il vero amore e seguitano a litigare in ufficio fino a che il capo non li costringe a lavorare insieme. Una vera e propria disgrazia per Jenny, un esperimento divertente per Ian. I due finalmente hanno l’occasione di conoscersi e…Di innamorarsi. Nonostante la reticenza di Jenny, le differenze di classe, e le ingerenze delle famiglie, l’amore trionfa.

Lettura poco impegnativa, divertente, ricca di colpi di scena. La penna di Anna Premoli è ironica e a tratti tagliente. L’autrice è riuscita a costruire dei personaggi credibili e a giocare sugli stereotipi e pregiudizi da sfatare, stile Jane Austen. Esilaranti i siparietti familiari e gli scontri “di classe”. Originale il finale benché auspicabile. Il successo di pubblico del romanzo, dunque, è meritato e anche comprensibile. L’autrice ha mescolato in maniera impeccabile gli ingredienti graditi agli amanti della chick lit.

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