I Nobraino tra Teatro e Musica all’ Auditorium Parco della Musica.

L’esclusiva di Four Magazine con i Freres Chaos
29 Gennaio 2013
THE SCRIPT – Il sold out più acclamato delle notti milanesi di ieri
30 Gennaio 2013

I Nobraino tra Teatro e Musica all’ Auditorium Parco della Musica.

Un concerto dei Nobraino non è mai stato politicamente corretto: Kruger, Fabbri, Bartòk, Vix e Barbatosta hanno sempre stravolto le regole del gioco enob-foto-2012 non lo sono stati neanche sabato 26 Gennaio 2013 all’Auditorium Parco della Musica di Roma, “invaso” dalla carica e dall’adrenalina della loro musica.I Nobraino trainano il pubblico in due ore di spettacolo, non solo musicale, campo in cui hanno talento da vendere, ma, soprattutto, pieno di elementi scenici, di teatralità; complice il carisma del cantante Kruger. Benché l’importanza di poter suonare nell’Auditorium più importante della capitale sia un traguardo prestigioso per il gruppo, anche i cinque musicisti, oltre al pubblico, non tardano a storcere il naso per la troppa “compostezza” a cui sono e siamo limitati ma, ciò nonostante, non rinunciano a essere, comunque, a contatto con i fans. Kruger si aggira per la sala, scherza, sale in piedi sugli schienali delle poltrone sorretto dalle braccia dei fans, raggiunge la galleria e ne scavalca il parapetto. Una messa in scena dove lui è l’attore protagonista: a lui il compito di interagire con il pubblico e di dare spettacolo. E di certo a lui non manca il protagonismo giusto per “scomporre” la sala Petrassi. Uno sguardo veloce sul foglio della scaletta, qualche scambio d’opinione tra i musicisti e subito la proposta di suonare pezzi inediti per anticipare la linea musicale intrapresa per i futuri lavori e per conoscere il riscontro del pubblico che, ovviamente, non tarda a promuovere le nuove canzoni con applausi e urla d’approvazione.

Rompono il ghiaccio presentando le nuove fatiche che mostrano il loro lato meno scanzonato. Sembrano marciare verso un sarcasmo meno diretto, più riflessivo. Si procede, poi, con i loro successi che scaldano ancora di più i fans che soffrono per essere costretti in una sala piena di sedie che non permettono di ballare, saltare, potare. Anche i Nobraino hanno bisogno di gettarsi tra il pubblico, di ballare insieme. Un rapporto, quello tra i Nobraino e il pubblico, fatto soprattutto di dialogo, di contatto fisico, un contatto fisico non previsto da un Auditorium, un tempio dove il pubblico ha il compito di ascoltare nel buio del proprio posto l’artista sul palco, senza opportunità di interazione se non quello permesso dall’applauso e da qualche “bravo” urlato qua e là.

L’artista tipico dell’auditorium è intoccabile. Cosa che non sono i Nobraino. Il prestigio dell’Auditorium dà, sicuramente, un valore al lavoro dei musicisti riminesi, ma ne limita le potenzialità. E di questo ne è cosciente anche Kruger che ha promesso una location più consona per il prossimo concerto. Non tutto però nuoce: la calma dettata dall’ambiente rende lo spettacolo ancora più godibile dal punto di vista visivo. Kruger non lascia spazi vuoti e sa come dar valore al suo lavoro: tra campanelli, lampade e presenza scenica riesce a tenere alto, per tutta la durata del concerto, il livello dello spettacolo. Ha più libertà nel “recitare” le canzoni. Ho seguito i Nobraino in vari concerti negli ultimi due anni e ogni concerto ha avuto una particolarità, elementi scenici sempre originali e appropriati. La musica è sempre stata il centro del loro lavoro dando ogni volta segno della loro passione e del loro talento. I Nobraino crescono, si evolvono, non perdendo però quell’alone canzonatorio e strafottente che li caratterizza. Sono artisti e lo dimostrano a ogni occasione. I Nobraino o si amano o si odiano.

Comments on Facebook

Comments are closed.