Il Cantico di Pietra – Trapasso 2

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Il Cantico di Pietra – Trapasso 2

Il Cantico di Pietra – Trapasso 2

trapasso2

-Tecnicamente sì, può…ma sono eoni bruciati, uno spreco di patemi, un barboso film ucraino muto con sublimali suoni cancerosi…ora le consiglio caldamente di accomodarsi…-

Ci sono giorni che stravolgono radicalmente l’immagine residua che arranca nelle manciate d’aria rovente; uno di questi è quando moriamo, l’intero ammontare di pagine per il grande e pirotecnico finale; e finché non crolla la capitale, l’amata, la preda, noi restiamo schiavi di una semplicità, guardiani di tempo vissuto per niente. Perché le linfe contenute in simulacri prefabbricati sono giuste. Sanno cosa fare. Un flauto fragile nelle note trattenute a cui alcuni volti, in ogni luogo e in ogni dove, rispondono. E dietro le spalle le dittature, le opacità, tutti quei propositi affogati lungo la trachea: solo caduta o vittoria; quale umanità più grande? Ma striminzito il nostro esercito di vivi, troppo quello defunto e in paradiso uomini saggi servono a poco.

E FION vuole servire.

-Voglio farlo.–

-La avverto, numero 5678940385758954, gli Dei possono andare oltre la semplice invidia…o la banale ammirazione…-

-Ho toccato il capolinea, ormai…-

-C’è morte e morte…un concetto vacuo, sull’onda di amore, amicizia, nero o bianco…-

-E un’unica vita…un concetto può essere colmato…-

Il giudice stravolge la muscolatura del collo, non ha dubbio per la rabbia e il ritardo che si trascina sulla fila dietro, ringhiante. Ma con un’energetica deglutizione riprende la propria professionalità; rotea gli occhi per uno stacco d’indifferenza; si schiarisce la gola (o almeno la traccia psichica che evoca comunica questo)

-Gli Alti, comunque, le faranno sapere…non sono poteri che dimenticano…-

-Meglio…forse avremo bisogno di loro…-

Una risata deforme echeggiò dentro l’elmo di scuro granito, sorto a sigillare la parte inferiore del viso; -avrai unicamente mastini infernali alle calcagna, e ciò se Essi saranno clementi…molte le pene, ed eccellenti i sicari posti ad eseguirle…gli Dei si divertiranno, con te…-

-No…gli dei si solcheranno in fronte il mio nome…e questo non è un gioco: io non ho niente da perdere…-

-Taci! Da ora…-

-…come tutti; è difficile da ammettere, ma è la verità più facile per risorgere…-

-Se non…-

-Non parlavo con te, macchina.-

E la gemente luce, unica salvezza, tornò.

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Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi generalmente esperisce in forma sfusa ma, quando osa concentrarsi, scrive, pontifica, analizza. Oggetto dei suoi voli radicati arte, videogiochi, cultura e dis-società, egemonie, ludus e non eventuali. E’ persino dottore di ricerca in Sociologia, giusto per dare un inquadramento serio e serioso al suo profilo e per giustificare la sua tendenza a scarnificare l’anima collettiva. Il resto della storia, comunque, è anche affar vostro.

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