New Masterpiece Incontra “l’Altra Moda” di Daniele Ziliani-Archetti

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New Masterpiece Incontra “l’Altra Moda” di Daniele Ziliani-Archetti

Lasciate stare le atmosfere da passerella, da modelle che sfilano e da grandi  pubblicità. Dimenticatevi anche dei grandi magazzini, dei centri commerciali, delle boutique, dei negozi monotoni e dell’omologazione. Abbandonate per un attimo l’idea di leggere qualcosa di già visto o sentito, perché Four Magazine,per questo numero di New Masterpiece, incontra uno dei personaggi più noti sotto l’alone della Moda commerciale degli ultimi tempi. Neanche vent’anni e Daniele Ziliani-Archetti, da cui prende il nome il suo brand, Daniele Ziliani-Archetti Aut Couture, rappresenta quel mondo, dell’alta moda, che veste i panni della creatività più pura e dell’eleganza delle idee, oltre ad una buona dose di inventiva e ambizione. Lo conosciamo al Gucci Bar in galleria Vittorio Emanuele a Milano tra un thé e un caffè importato dall’india. Ci presenta la sua collezione 2012/2013 e ci da delle anticipazioni su quella prossima, 2013/2014.

Parlaci un po del tuo Brand: di cosa ti occupi?

Sostanzialmente amo i disegni e l’abbigliamento barocco. Mi piace la cura del dettaglio, la pienezza delle decorazioni, il pizzo. Gran parte degli abiti disegnati per la collezione passata voglio rimarcare proprio questa cos, ovvero il fatto che la mia “occupazione” sia quella di creare un abito il cui pizzo sia il protagonista del capo, che si tratti di un dettaglio o di un motivo intero. Proprio per questo non destino i miei capi ad un grande pubblico.

A chi sono destinati gli abiti che produci?

Diciamo che la moda è il mio mondo, mi piace, la vivo e la interpreto nei miei vari outifts. Ma il mio brand non si pone l’obiettivo di creare qualcosa che sia poi commerciale, non presento infatti la mia linea in passerella.

In poche parole i clienti che acquistano i miei capi mi conoscono o vengono a conoscenza del brand, si tratta comunque di un pubblico di nicchia. Oggi produrre qualcosa che sia minimamente originale è diventato qualcosa di secondario. I miei capi non posso essere indossati sempre e comunque.

E come funziona allora la produzione dei tuoi modelli?

Diciamo che produco al massimo tre o quattro abiti dello stesso modello. Una volta che il cliente seleziona quello che più gli piace, si prendono le misure e si inizia con la produzione, che varia tra i due e i tre mesi, salvo eccezioni.

Qual è il tuo capo più ambizioso?

Sicuramente l’abito in base di tulle color carne, con l’applicazione manuale di circa 4500 piume di Faraona Reale. Solo per questo capo ci vogliono circa sei mesi di produzione, e non stiamo parlando di certo di un abito da tutti i giorni. Anche per questo i clienti che acquistano i miei capi sono coloro i quali possono permettersi prodotti simili.

Come mai hai abbandonato l’idea, fin dal principio, di una produzione commerciale?

Principalmente perché così sono più libero di produrre quello che voglio. Quando lavori per un noto nome della moda internazionale, spesso sei quasi limitato a livello creativo, e certi disegni vengono visti come troppo ambiziosi o troppo all’avanguardia. Io mi limito, per così dire, a disegnare quello che mi passa per la testa, senza temere le leggi del mercato, il che non è poco.

Che cos’è la moda?

La moda è uno stile di vita, è quel collante sociale che accompagna la storia e che ha imposto certi altri stili di vita, nel corso della stessa. Si può tranquillamente dire che Moda è Comunicazione: tutti abbiamo l’esigenza di esprimere il nostro carattere attraverso quello che indossiamo. Le persone che non la vivono, o che si illudono di non farlo, la vedono come una cosa estrema, associano la moda ad “anoressia” o a chissà cos’altro. La verità è che tutti, in un modo o nell’altro, facciamo parte di questo fatto sociale.

Dai ragione a chi dice che ormai non esiste più la Moda?

In termini commerciali sì, oggi la moda si sta fossilizzando, si sta fermando a produrre la stessa cosa di anno in anno rivisitandola, e considerando tale rivisitazione come qualcosa di originale. Si conta troppo all’accogliere l’esigenza di un mercato pretenzioso, e poco ad ascoltare la propria creatività. Forse, l’ultimo creativo degli anni 2000 lo abbiamo avuto con Alexander McQueen. Sulla nuova collezione il punto forte saranno i tessuti: sete, rasetti e una sovrapposizione di tessuti misto all’immancabile pizzo, che sarà rivisitato attraverso una volumizzazione delle forme per creare abiti comunque portabili. E mentre aspettiamo Febbraio, per la presentazione della linea 2013/2014, a voi i link per poter ammirare la collezione di Daniele Ziliani-Archetti Aut Couture.

Facebook: https://www.facebook.com/daniele.zilianiarchettiagnesideblois

Web Magazine: http://www.fashionancien.com/

(foto della linea Daniele Ziliani-Archetti Aut Couture 2012/2013).

 

 

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Gabriele Palella
Gabriele Palella
Milanese, giovane ma già competente in quella che è la sua più grande passione: la musica. Milano. Lavora, compone e produce brani, scrive e partecipa a numerosi e diversi eventi a Milano e dintorni. Di sé dice: "credo in quello che faccio, spinto dalla bellezza e dalla forza della musica che unisce, crea, intrattiene ma, soprattutto, insegna. Io ci credo a questa forza...e voi, in cosa credete?"

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