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Roma 2012: Mai Morire di Enrique Rivero

Mai Morire

Ci sono luoghi in cui il tempo passa in maniera diversa, ci sono persone che sanno comprendere la dualità della vita in modo profondo, vedendo anche la morte non come l’epilogo, ma come un passaggio logico e non necessariamente terminale.

Chayo è una donna di Xochomilco, un paesino messicano rurale e umile, che sembra sospeso nel tempo e profondamente distante dalla frenesia della vita moderna alla quale siamo così abituati. L’esistenza si svolge a contatto stretto con la natura e i suoi cicli, le pretese delle persone sono minime, ma al contempo la spiritualità e il simbolismo di ogni piccolo gesto, così come il rispetto della tradizione e dei costumi degli avi sono molto fortemente sentiti.

Chayo ha vissuto lontano dal suo contesto, lavorando come cuoca per una signora, ma le condizioni di salute della sua anziana madre la riportano dai suoi cari.

Il destino è un percorso già segnato che ognuno di noi deve percorrere, imparando dalle esperienze fatte: ne è consapevole la madre morente, a modo suo ne è consapevole anche la protagonista, che sembra però vivere la propria condizione come una sorta di condanna da affrontare in modo risoluto quanto rassegnato. La morte è un passaggio obbligato, ma naturale. Per la madre questo è palese e la propria morte ha un significato a lei chiaro e condivisibile. Chayo vorrebbe opporsi ad esso, perché lo sente troppo assecondato dalla genitrice, laddove lei se potesse non morirebbe mai.

Su paesaggi di grande bellezza, attraverso l’attenzione a particolari che sfuggono generalmente ai nostri occhi distratti da troppi stimoli, Enrique Rivero compone un film dai tempi estremamente dilatati, capaci di restituire il senso di ogni singolo respiro, ma distanti dal nostro modo di approcciare la realtà e per questo piuttosto ardui da accettare e comprendere. Ciononostante, il senso  della riflessione e la sua coerenza con la cultura dell’ambiente in cui il film è calato sono intuibili e lasciano un segno, il portato di un’esperienza formativa che probabilmente è possibile comprendere appieno solo vivendola.

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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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