1942 – Adrien Brody eroe per Xiaogang

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1942 – Adrien Brody eroe per Xiaogang

BACK TO 1942 di FENG Xiaogang

Nel 1942 la Cina assiste alla più tragica carestia della sua storia moderna, che provoca la morte di almeno tre milioni di persone nella provincia di Henan. La guerra tra le truppe giapponesi e i reparti dell’esercito nazionalista dell’Henan del nord è sul punto di scoppiare, e le intere forniture di grano della provincia vengono deviate verso le truppe cinesi, togliendole alla popolazione. Il proprietario terriero Fan (Zhang Guoli), assieme alla figlia sedicenne Xing Xing (Fiona Wang), al fedele servitore Shuang Zhu (Zhang Mo) e alla sua fittavola Hua Zhi (Xu Fan), si deve unire ai milioni di rifugiati che si stanno dirigendo a piedi verso la provincia dello Shaanxi. Durante il viaggio, Fan incontra tre uomini: l’appassionato giornalista americano Theodore White (Adrian Brody), lo chef diventato giudice Old Ma (Fan Wei), e Padre Simeone (Zhang Hanyu), che sta perdendo la sua fede in Dio e che si rivolge al prete italiano Thomas Megan (Tim Robbins). Un film epico, un kolossal alla Via col vento sul più grande esodo di popolazione dell’ultimo secolo. Tra banditi, battaglie e continui colpi di scena…

 

“Quello che ho imparato da questa storia è che siamo un popolo di profughi che erano sopravvissuti a numerosi disastri. Da questa storia, possiamo imparare che cosa eravamo come nazione, in modo da sapere come andare avanti. ” Feng Xiaogang

Epico, storico, politico, ma anche imperfetto. Back to 1942 di Feng Xiaogang convince ma senza esaltare, una sceneggiatura che vuole raccontare ‘troppo’, senza riuscire a mantenere alta la concentrazione dello spettatore. Un film che subisce un dilatamento temporale non giustificato dalla messa in scena, il tutto condito da scelte narrative che non riescono ad enfatizzare il sostrato storico del plot. Feng porta in sala una vera e propria guerra tra poveri, cinesi affamati, soldati mandati a morire, la politica post-imperialista cinese, lotte di classe e chi più ne ha più ne metta, gettando nella mischia religione e politica. Il personaggio di Tim Robbins, ovvero Padre Simeone, nasce e muore in pochi minuti, trascinando a fondo la ‘fede’ degli stessi protagonisti, così come non entusiasma l’appassionato giornalista americano Theodore White, interpretato da un Adrien Brody apparentemente in forma ma presto ‘cestinato’ dal regista. Amatissimo in patria, Xiaogang realizza così un film a metà un film potenzialmente toccante e pregno di contenuti, fagocitato dalle innumerevoli storie presenti al suo interno, una pellicola produttivamente ‘grandiosa’, storicamente precisa, politcamente coraggiosa, nel denunciare le colpe governative nella morte di 3 milioni di cinesi, e visivamente d’impatto, ma troppo lenta e incompiuta, nel suo tenersi in equilibrio tra tragedia e burocrazia, tra fatti e stereotipi, tra singoli e stato.

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Valentino Cuzzeri
Valentino Cuzzeri
Appassionato delle potenzialità dei nuovi media e la loro scientifica misurabilità, intraprende una carriera accademica incentrata sul Digital World. Fermamente convinto che il web rappresenti la nuova frontiera nell’ambito della comunicazione e dei Brand, inizia la propria esperienza lavorativa collaborando come consulente con alcune delle più grandi agenzie di comunicazione e marketing non convenzionale.

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