Il Cantico di Pietra – Aria e terra 4

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Il Cantico di Pietra – Aria e terra 4

Il Cantico di Pietra – Aria e terra 4

Si mise alla testa dell’armata, diramando subito i cambiamenti tattici. Presto piccoli drappelli, verniciati da pittori improvvisati, si mischiarono al grigio cimitero dei casolari, scomparendo ognuno verso gli autentici punti deboli del nemico, che lei sapeva a menadito avendoli per anni circumnavigati e aggirati peggio di mine anti uomo. Cavalieri suburbani iniziarono a volteggiare, peggio di pipistrelli impazienti, su muri angolari e topaie che trasmutavano in barriere, appigli e vie, una ripresa sulla desolazione, un golpe di mentalità. Non sapeva se sarebbe servito in quel momento a sorprendere gli attentatori; una moda giovanile assai diffusa negli strati bassi e ribelli della popolazione, di solito il letto dove scorre più energia, fatta propria dall’esercito come tante altre: ulteriore espediente per ingrassare le proprie file e defecare ulteriore brodo. Uomini fibra, lei li chiamava così; ma ora avrebbero potuto dimostrare sul grosso stomaco della civiltà che non tutto passa, che la grande macrolegge può essere invertita dalla più misera, informe pagliuzza.

NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!

Per una seconda volta il free climbing dell’essere rovinò sui lavori. Stavolta cadde più a sobbalzi, accompagnando il movimento con decisi scatti di diniego con quell’adorabile capo.

QUESTO CAMBIAMENTO DI MENTALITÀ  NON REGGGGGGGGE! MA AGUZZATE UN PO’ GLI ATTRIBUTI, QUESTO E’ UN ESPEDIENTE, UNA RESA RISCONTRABILE NELLA SCELTA DI TEMPI ANCHE DI MOLTE OPERE PER IL RESTO DECENTI, DI QUALSIASI GENERE E NATURA E MEDIUM. LEI SI E’ ARRESA. LEI E’ COME OGNI PELLE ROSA, FUORI FASE, NON PUÒ  IN DUE PAGINE AVER LA PRETESA DI MUTARE! E’ QUALCOSA DI GRANDE, IMMENSO CON UN DUBBIO, UNA SCORCIATORIA, UN PIEDE D’ARGILLA CHE MI ROVINA IL RISULTATO…NOI SIAMO PER UN’ECONOMIA ARTISTICA TRADIZIONALE DA QUESTO LATO PROFESSIONALE, CAPITE?

RIAVVOLGETE, DA METà DISCORSO DI GAR!

Risalita lenta e continua, un filo biblica.

Allentò il corpetto, e un fiume d’ossigeno la investi facendola inarcare la schiena.

-Forse l’ho già trovato e ormai sono troppo vecchia per digerirlo…mi spiace deluderti, ma devo rifiutare…siamo ad uno di quei bivi d’eterno che si incontrano lungo la strada: a chi sceglie d’esser immortale, sia pure illusione e ci illudiamo tutti, non interessa muoversi, non scalcia nella rivoluzione e neppure nella riforma…conservatore, produrrà gli edifici più morbosi, le arti più compassionevoli, le saghe più barbose. Incederà nella nostalgia, e contemplerà il mondo come fosse uno specchio…la storia sarà per lui un sogno opaco e fumoso, ogni esperienza un gioco sfuggente e spregiato; se invece accetti la morte, l’eco eterno nelle grotte del mondo, sei mosso a grandi imprese, il ticchettio della scadenza fa miracoli: le civiltà ossessionate dalla fine hanno compiuto le gesta più mirabili, i tripudi bisbigliati fin nelle lingue meno dorate…ma, sinceramente, preferisco poter annoiarmi; non baratterò la mia lunga e uggiosa vecchiaia con la tua grande e gloriosa fine…e poi ci sono sempre le cacce, nuovi raccolti da distruggere, la città bassa da terrorizzare…non puoi definirmi certo una  grinzosa megera…-

-No…assomigli più ad un’elfa dei tempi andati, ma non avrai nave che ti traghetterà in qualche paradiso, né giorni interminabili per tessere inutili canzoni…-

-Solo perché non ci credo e tu non puoi non fare altrettanto…me ne starò qui a guardarli, fieri e immacolati, andare incontro al loro destino; assaporerò addormentarmi stanotte senza che fantasmi mi scuotino, perché non camminiamo tra uomini e cose, ma tra i fantasmi delle cose, degli uomini e di noi stessi…ormai nessun disprezzo o tristezza può farmi cambiare idea…forse è questo il problema dell’invecchiare, o forse la pace che ne deriva la vera benedizione…sparisci ora, abbiamo finito gli argomenti di conservazione.-

-Neppure gli elfi sono immortali, Alaya, neanche gli dei…oh, si credono tali, e la loro passività rende il presente così noioso da sembrare autenticamente eterno…temporeggiare in vista di una guerra che non arriva, e al suo posto prendersi una sconfitta in pieno petto.

-Qui siamo immersi nella guerra…-

-Non fingere di non capire…sai di che guerra parlo.-

-Sei solo la parte di me che agogna l’immolazione pomposa per un nuovo inizio…aspetta pure, goditi questo scorcio incrostato di brina e sangue, ho un massacro da presenziare…-

-Un tempo parlavi con semplicità al tuo cuore…-

-Un lessico aulico, oscuro e sinuoso è un’ottima via per mantenere la supremazia…anche da se stessi.-

Mentre diceva quelle parole in quel linguaggio potente e frustrato, l’intera piazza crollò.

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Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi generalmente esperisce in forma sfusa ma, quando osa concentrarsi, scrive, pontifica, analizza. Oggetto dei suoi voli radicati arte, videogiochi, cultura e dis-società, egemonie, ludus e non eventuali. E’ persino dottore di ricerca in Sociologia, giusto per dare un inquadramento serio e serioso al suo profilo e per giustificare la sua tendenza a scarnificare l’anima collettiva. Il resto della storia, comunque, è anche affar vostro.

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