(Ri)scoperte, Ovvero il Cinema che C’era una Volta: C’era una Volta in America di Sergio Leone

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(Ri)scoperte, Ovvero il Cinema che C’era una Volta: C’era una Volta in America di Sergio Leone

La Versione Integrale Restaurata del Capolavoro di Leone

L’edizione odierna della nostra rubrica è speciale, perché la riscoperta di cui si parla non è un film reperibile in dvd o altri supporti, ma di un’opera che è tornata a vedere lo splendore delle sale. C’era una volta in America, capolavoro di Sergio Leone datato 1984, torna nelle sale dopo il restauro della Cineteca di Bologna e il reintegro delle sequenze inedite (che si credevano perdute) tagliate da Leone per la presentazione al festival di Cannes.

Per gli infelici pochi che non lo sapessero, il film racconta la storia di Noodles, gangster ebreo newyorkese che negli anni ’60, fuggito dalla grande mela per cambiare vita, ricorda la sua infanzia e gli anni dell’amicizia col “collega” Max. Scritto da Leone con Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Enrico Medioli, Franco Kim Arcalli e Franco Ferrini, un film che sta al cinema come la Recherche di Proust alla letteratura, viaggio nella memoria, ma anche se non soprattutto straordinaria elegia di un mondo e di un cinema perduti.

Seguendo la costruzione dell’America, la nascita di una nazione fondata sulla corruzione e la violenza (come aveva fatto in modo più tragico Coppola nella 2^ parte del Padrino, come farà Scorsese in Gangs of New York), C’era una volta in America racconta l’ambizione come motore degli USA attraverso una storia d’amicizia virile che può essere considerata una delle prime vere storie di bromance (amicizia maschile con venature sentimentali) del cinema moderno, mettendo in scena il confronto storico tra una modernità in costruzione e una modernità già distrutta. Leone con un procedimento teorico a lui congeniale scava attorno alla volgarità e all’abiezione per trarne il nocciolo romantico: così dai soldi e dagli affari nasce l’amicizia più pura, dal sesso, persino violento, si perdura l’amore.

Il gioco tra arte e denaro, bellezza e orrore informa un’opera maestosa che andando al cuore dell’essere umano, va al cuore del mito cinematografico americano e della creazione stessa (per questo, l’aggiunta della scena con Deb che interpreta Cleopatra è ancora più importante delle altre): i gangster come maschera di un popolo, ma anche e soprattutto come personaggi da interpretare in una recita tra bambini, come se Leone ci dicesse che l’America è il paese dei monelli mai cresciuti. C’era una volta in America resta nella memoria, oggi come 30 anni fa, perché dimostra che lo stile, per quanto sontuoso, è nulla se non comunica con lo spettatore: e in questo caso, l’uso dialettico della musica di Morricone (più canzoni storiche come Yesterday) e le immagini, la pregnanza del suono (il telefono che squilla all’inizio, il frisbee sul ponte, il cucchiaino che gira il caffè) o la sua assenza drammatica, la finezza dei dettagli e dei dialoghi, compongono un film che nella sua enormità registica non si dimentica l’importanza dell’emozione: alzi la mano chi esce indenne dall’ultima mezz’ora, dal duetto che sublima la prova di Robert De Niro e James Woods. Indimenticabile e, per il cinema italiano, imprescindibile.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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