New Masterpiece: la nuova rubrica sulla Moda Emergente incontra Origamery.

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New Masterpiece: la nuova rubrica sulla Moda Emergente incontra Origamery.

“Dianne aveva ragione: il mondo sta cambiando, la musica sta cambiando, le droghe stanno cambiando, perfino gli uomini e le donne stanno cambiando”. Parlava così Mark “Rent-boy” Renton, personaggio del film Transpotting, diretto dal celebre regista Danny Boyle (The Millionare, 127 ore). Era il 1996, e già l’idea che tutto stesse cambiando era verità, un fatto assodato che spaventava le persone legate alla tradizione ma affascinava chi credeva e crede tutt’ora nel progresso. Lo stesso progresso però ha radici ben più lontane dagli anni ’90, eppure si è differenziato in aspetti della società ritenuti per anni inamovibili. Noi di Four Magazine abbiamo scoperto che c’è qualcosa di nuovo nell’aria, o meglio, Qualcuno. Da qui nasce l’idea di New Masterpiece, rubrica mensile che si occupa di scoprire i nuovi talenti della moda, coloro i quali ci hanno fatto scoprire aspetti della creatività del tutto nuovi. Tra le serate meneghine, si possono scoprire un’infinità di personaggi diversi, con stili, ideali, atteggiamenti colorati e fantasiosi. E’ tra questa infinità di “colori” che conosciamo, tra un drink e l’altro, Origamery, brand di accessori ideato da Fred (Giuseppe Fedrighini). Gioielli fantasiosi, essenzialmente creativi, particolari e unici. Un tocco di retrò, un pizzico di vintage qua e là e le creazioni di questo giovane artista diventano delle collane da indossare, degli orecchini originali o, perché no, delle spalline da aggiungere a qualsiasi capo. Abbiamo incontrato Origamery, e tra una chiacchiera e l’altra abbiamo scoperto un personaggio, dietro a queste creazioni, che di idee in testa ne ha molte.

Raccontami come nasce Origamery: idee, spunti, ispirazioni.

Origamery è un brand nato un po’ per gioco. Sono un ragazzo a cui piace uscire dal gregge e distinguersi in ogni occasione e da qualche anno ho iniziato a creare degli accessori, per me stesso, da indossare durante le serate o in occasioni particolari. Da tempo amici e conoscenti mi hanno spinto a sfruttare la mia inventiva per creare qualcosa rivolto ad un pubblico e non solo a me stesso. E’ nato così Origamery, il cui nome rappresenta la fusione delle parole Origami e Jewellery. L’origami è un qualcosa che sento mio, un simbolo che mi rappresenta, un oggetto bello e gradevole che nasconde una costruzione elaborata e complessa. La mia ispirazione principale è la musica, non creo mai senza ascoltare le melodie delle icone pop e rock degli anni 80-90; forse Origamery non avrebbe lo stesso aspetto senza di loro.

Cosa significa per te essere creativi?

Essere creativi significa lasciarsi guidare dall’istinto mentre si crea qualcosa, i migliori risultati si hanno quando non si segue nessuno schema. In più di un occasione mi è capitato di progettare degli accessori, creare un disegno ed un modello, ma durante la lavorazione ho sempre finito per stravolgere tutto facendomi guidare dalla creatività, da ciò che sentivo in quel momento. Essere creativi secondo me è anche creare qualcosa che stravolge un po’ le regole. Io lavoro molto con il fimo (una pasta sintetica termoindurente). Questo materiale è utilizzato da molti anni in modi completamente differenti, più romantici e naif; io invece ho deciso di dargli toni più rock e in qualche caso più dark. Infatti sono affascinato dalle figure squadrate e geometriche e questo si proietta sui miei accessori, in parte spigolosi ed appuntiti.

Tutta questa creatività ha un percorso formativo alle spalle o segui una passione per la moda e il mondo degli accessori?

Non ho un percorso formativo alle spalle nel campo delle arti applicate. Sono un perito informatico che si sta laureando in lingue straniere, ma nonostante i miei studi, ho sempre avuto una spiccata vena creativa. Devo anche ammettere che ho la fortuna di avere vicino qualcuno che ne sa più di me, capace di motivarmi e di indicarmi dove e quando sbaglio senza molti fronzoli.

E’ giusto quindi dire che Origamery è un brand solo di accessori?

Si, Origamery è un brand di accessori, gli oggetti che preferisco pensare e creare. Credo fortemente che sia l’accessorio a fare la differenza. Se il progetto di Origamery dovesse avere un buono sviluppo non nego che mi piacerebbe allargare gli orizzonti a nuove idee e prodotti.

Cos’è, per te, un accessorio? Cosa rappresenta?

Un accessorio è qualcosa che non può mancare, un semplice oggetto che ci rappresenta o racchiude uno stato d’animo, dalle serate con gli amici alle giornate di lavoro. Per anni ho lavorato in un negozio dove era di rigore la divisa,  ma con i miei accessori riuscivo comunque a dare un mio tocco e sentirmi differente.

Quale strada pensi debba prendere, oggi, la moda o gli stilisti per riuscire a colpire?

E’ inutile dire che l’elemento fondamentale è la creazione di un prodotto originale e di qualità, ma quando queste vengono a mancare, è importante una strategia di marketing ben studiata. Credo che la promozione dei propri prodotti sia importante per raggiungere il successo. In molti casi ci vengono presentati prodotti che non hanno nulla di nuovo, ma se la pubblicità e la campagna di marketing sono efficaci, ecco che quei prodotti iniziano a piacere e ad essere richiesti. E’ ufficiale, quindi, che anche la moda sta cambiando. Stanno cambiando le tendenze e i gusti.

Origamery sarà presente al Vanitas Market, rassegna di mercatini di stampo vintage presso la Galleria XXV Aprile, a Cremona. “E’ forse il mio primo piccolo traguardo. Vivo giorno per giorno cogliendo qualsiasi occasione incontro sulla mia strada. Ho molti sogni nel cassetto, ma procedo con i piedi per terra, cercando di realizzarli uno ad uno” ci ha confessato Fred all’idea di poter esporre le sue creazioni in occasione di un evento a cui assisteranno molte persone. Vanitas’Market solitamente è  composto da una quarantina (o più) di espositori selezionati. Quale migliore occasione, quindi, per conoscere di persona Origamery, un volto nuovo nel mondo degli accessori?

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Gabriele Palella
Gabriele Palella
Milanese, giovane ma già competente in quella che è la sua più grande passione: la musica. Milano. Lavora, compone e produce brani, scrive e partecipa a numerosi e diversi eventi a Milano e dintorni. Di sé dice: "credo in quello che faccio, spinto dalla bellezza e dalla forza della musica che unisce, crea, intrattiene ma, soprattutto, insegna. Io ci credo a questa forza...e voi, in cosa credete?"

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