7° Festival Internazionale del Film di Roma

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7° Festival Internazionale del Film di Roma

Marco Muller Svela la Rivoluzione del Festival di Roma

È stato presentato dal direttore artistico del festival Marco Muller il programma della settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma che si svolgerà dal 9 al 17 Novembre 2012 all’Auditorium Parco della Musica, da sempre cuore pulsante del Festival.

Marco Muller, già direttore artistico dal 2004 al 2011 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è per il primo anno al timone della kermesse: “Il Festival è un viaggio nel cinema in una città come Roma; bisogna riscoprire le potenzialità di questa città e in quattro mesi e mezzo e una squadra agguerrita abbiamo cercato i modi giusti per rispondere al pubblico raddoppiando i tempi per distendere la progettualità in un tempo così ristretto e cercando di renderlo un Festival di qualità, vitalità e potenzialità.”

Tra i premi assegnati dal Festival due novità come il “Maverick Director Award” destinato a celebrare i maestri che hanno contribuito a inventare un cinema lontano dagli schemi che sarà assegnato al regista di Guerrieri della notte Walter Hill, l’ultimo dei classici americani e il Vanity Fair International Award for Cinematic Exellence riconoscimento in collaborazione con Vanity Fair dedicato al film che esprima al meglio il contributo innovativo, artistico e strategico, delle realtà produttive e distributive che si sono distinte nel mondo del cinema consegnato a Rise of the Guardians, l’ultimo film 3D della Dreamworks Animation SKG.

Ed è proprio da questi due nuovi premi che parte la dualità che caratterizza questa edizione della kermesse romana: “È un Festival pluralistico, che si è aperto al mondo, alla società, alle novità. Ci siamo presi il lusso di contraddirci”.

Il Festival è una macchina che vuole difendere il cinema, capendo in quale modo sia meglio partire: daremo grande spazio alle opere prime e seconde, con premi e sezioni importanti quali Prospettive Italiane, sezione interamente dedicato al panorama cinematografico: “Quella di dare maggior risalto alle opere prime e seconde è una scelta che è stata fatta dopo aver percepito il bisogno di una piattaforma per le novità. In gara ci saranno quattordici opere”.

“Ci saranno grandi anteprime come quelle dei film di apertura Aspettando il mare di Jhudojnazarov e di chiusura Una pistola in cada mano di Cesc Gay, ma anche Rise of Guardians della DreamWorks e Bullet to the Head di Walter Hill.

La programmazione è stata scelta cercando di mantenere un equilibrio tra i vari modi di raccontare.

Fiore dell’occhiello di questo Festival è per Muller rappresentato da CINEMAXXI, sezione sperimentale, un cinema del nostro tempo, un cinema espanso connesso con le altre arti quali arti visive, danza, architettura teatro e cinema, nato in collaborazione con il MAXXI che mette a disposizione le strutture museali per ospitare manifestazioni e eventi e la Cineteca Nazionale che in occasione ha ristampato il cinema espanso degli anni ’60 e ’70.

“Il nostro sogno era quello di creare CINEMAXXI con grandi nomi e autori importanti quali Verhoeven, Sarno con il suo film che celebra gli anni della Dolce Vita. Lo abbiamo fatto e non possiamo lamentarci di nulla. L’unico sogno che non sono riuscito a realizzare è stato quello di Piazza Barberini e Via Veneto completamente red carpet, come nei tempi della Dolce Vita.”

Tra i tanti cortometraggi, lungometraggi e ci sarà spazio anche per l’omaggio a Renato Nicolini, morto l’estate scorsa: “È un’assenza che sentiamo quasi quotidianamente, dalla sua scomparsa ci siamo sentiti orfani e reinventare il Festival. Quello di Sabato 17 Novembre, più che un ricordo a Renato, sarà una dimostrazione di come il Festival possa essere un punto di partenza”.

Curiosità anche per la scenografia di questa nuova edizione: “La scenografia è una parte fondamentale di una manifestazione e chiesi di poter ingaggiare Dante Ferretti; andai a parlare con Ferretti e seguimmo la sua filosofia di tornare agli anni di Cinecittà; un’archeologia dei materiali poveri quali il compensato dipinto, fil di ferro. Tutti materiali dei mastri artigiani di Cinecittà”.

Criptico invece quando spunta in sala il nome di Quentin Tarantino.

Non si scopre Muller, anzi incute ancora più mistero sulla presenza del grande regista statunitense: “Tarantino ha in serbo una grande sorpresa e presto lo vedrete calcare i palcoscenici dell’Auditorium con Django Unchained, ma non posso dire di più. Aspettiamo il comunicato stampa che ci informerà dei dettagli”.

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