El campo di Hernàn Belòn

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El campo di Hernàn Belòn

La Debole Messinscena di Belòn

Santiago ed Elisa decidono di trasferirsi in una diversa località. Assieme alla figlia Matilda arrivano di notte nella loro nuova casa. Presto l’atmosfera dell’abitazione, malandata, inquietante, inizia ad esercitare un’influenza negativa su Elisa, influenza acuita dalla presenza di due misteriosi vicini. Lui vorrebbe un altro figlio, lei si rifiuta. Lentamente il rapporto tra i due entra in crisi, portando allo scoperte incomprensioni, rancori, paure.

Dispiace scriverlo ma El Campo è un film debole. Quello che nelle intenzioni del regista Hernán Belón doveva essere un viaggio nell’inconscio disturbato di due individui colti in una situazione limite non riesce mai a diventare veramente incisivo e tutto sembra fermarsi in superficie. Il film prosegue coerente nel mostrare il lento disintegrarsi del rapporto tra i due protagonisti, con Elisa sempre più ossessionata dall’ambiente circostante e sempre più apprensiva nei confronti di Matilda ma non riesce mai a togliere l’impressione di un’opera prevedibile.

Più che nella sceneggiatura, dello stesso regista e di Valeria Radivo, intelligentemente costruita su ellissi e sottrazioni e volta a creare una struttura narrativa minimale, i limiti del film risiedono proprio nel lavoro di messa in scena: la casa dove si trasferiscono Santiago ed Elisa, gli esterni davanti l’abitazione, il piccolo paese, non riescono mai a diventare dei luoghi veri, memorabili, né per la loro concretezza realistica né per una eventuale forza visionaria. La colonna sonora, il montaggio e il lavoro di tutti i reparti faticano a fondersi in un’unica idea forte. El Campo resta come indeciso su che indirizzo prendere dal punto di vista stilistico e non riesce a dare concretezza agli spunti anche interessanti presenti nella sceneggiatura.

E’ curioso poi notare che in un film così essenziale si proceda ad un tratto con un simbolismo (una lepre uccisa da Santiago durante una battuta di caccia si rivela incinta) tanto inaspettato quanto pesantemente didascalico.

Presentato alla 26^ Settimana Della Critica al Festival di Venezia nel 2011, arriva adesso in sala in Italia. Encomiabile lo sforzo distributivo di Cinecittà Luce nel recuperare film altrimenti invisibili ma nel complesso ci sembra che El Campo sia una grande occasione mancata.

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