Il Cantico di Pietra – Quinta aria

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Il Cantico di Pietra – Quinta aria

Il Cantico di Pietra – Quinta aria

Il Magister fissò Frost compiaciuto, moltiplicando le rughe in una ragnatela che nessuno avrebbe potuto fissare.

 -Quando la chiarezza si impone, bisogna onorarla con il silenzio…dopo…- i loro piedi si fermarono: poco oltre le sentinelle si stagliavano sul ciglio, imbambolate. E molto oltre una montagna nera ricopriva dove prima imperava il cielo. Era un’orma irregolare, ondulante, e sembrava non poter finire, non voler fissarsi.

-Fumo…una colossale massa di fumo…qualcosa di enorme sta bruciando…- ma la spiegazione sembrava non convincere neppure lui. Si accostò all’orecchio del suo favorito:  -non avremmo bisogno delle menzogne, o di creare una messa in scena, Frost. La verità busserà presto, temo- sussurrò.

-E noi ci faremo trovare alla porta…avete ordini, signore?-

-Fai ciò che reputi adatto; da adesso tu comanderai ciò che alcuni chiamano sicurezza, forza o vigore…agli Anziani parlerò io.-

-Piazzerò tutte le braccia abili alle entrate, ricaricheremo le trappole e sverneremo i percorsi…voi resterete qui?-

-No, tornerò all’oracolo: può essere che ci conceda una salvezza, ora che il pericolo si palesa…-

-Se posso…la fede non…-

-La fede è ciò che rimane dopo che scienza e ragione falliscono…a volte il freddo stanca, e ci vuole qualcosa per scaldare il nostro futuro…-

-La fede è una richiesta-, accarezzò il martello, -l’azione un proposito…quest’ultimo è il mio modo di pregare.-

-Sei un uomo del domani, Frost. E io un povero decrepito…ma ormai le parti sono troppo inculcate in noi per essere cambiate…tienimi aggiornato, sai dove trovarmi-; riprese la via per il villaggio, senza dargli tempo di replicare.

“No, mi basterebbe essere solo un degno uomo dell’oggi…”

Anche se l’oggi, per la prima volta, gli parve qualcosa ancora tutto da guadagnare.

Con il gruppo di turno scese all’imboccatura del versante. L’incendio si era quasi totalmente calmato, limitandosi a formare una larga collinetta radicata su una linea appena oltre il loro orizzonte, effetto anche attribuibile a semplici e banali nuvole; prima del confine lingue di colori vivaci serpeggiavano imitando onde concentriche, e torri screziate le seguivano ondulando vistosamente: era normale vedere i pellegrinaggi dei campagnoli, per quanto astrusi e circensi potessero essere. Sembravano parate di alieni, marce infinite che ammorbavano l’intera vallata con fanfare e cori di sfida, corpi dal forte sdoppiamento di personalità; nel senso di poco chiare e senza una chiara identità; -come può una cosa non capacitarsi d’essere se stessa?-

-Come può un uomo…- aveva risposto il magister -…quando applichi la sapienza, accendi diversi fuochi in te…fuochi che chiedono legni diversi…non è così semplice, e temo capirai, un giorno…-

Ma i loro sguardi non erano annoiati. Non ci voleva molto a capire che non erano le solite strisce di mercenari o disperati che vagavano a caso; una sola immensa marcia puntava come la falange di un gigante sull’Amail, sgorgata da dove il fumo traeva il proprio pasto.

-Profughi…-

-O chi li crea, i profughi-, fece il suo vicino.

-Ma l’incendio è al massimo di stanotte…non possono condurre due assedi senza riposare…-

-Noi non potremmo…loro chissà cosa sono…-

Frost guardò i compagni uno a uno; non erano preparati, non lo si è mai; puoi solo sperare che il primo colpo non sia definitivo, e che l’odore del sangue ti svegli quanto necessario.

Lui forse era il meno preparato di tutti. Ma non era una buona scusa. Essere un po’ oltre sé, che non è mentirsi ma flettersi al vento e lasciare che esso ti sussurri un giorno il tuo nome, non serviva solo alle esplorazioni interiori che il vecchio, senza successo, aveva cercato di coltivare in lui.

-Tutti qui, ora, compreso il Magister…- la sua leadership era naturale, la voce bastava a renderlo evidente.

In tre partirono di gran carriera, gli altri rivolsero tutta la loro attenzione all’equipaggiamento, tenendo gli occhi a terra. Volevano capacitarsi, focalizzare un nemico qualsiasi, raccogliere quell’esistenza confusa in un braccio fermo. E non volevano scorgere l’angoscia nei loro fratelli, né tradire la loro.

Frost decise di fermare il silenzio, fin quando poteva: -un giorno il magister mi parlò di un grande uomo dei tempi andati; questo avo disse che la pioggia era bella, poiché permetteva di piangere a testa alta; beh, sapete che vi dico fratelli? Anche il sudore può questo, con la sottile differenza che non dipende dal cielo. Dipende da noi.-

I capi si alzarono.

-Camminiamo qui, respiriamo qui, lottiamo qui….non abbiamo meno diritti di chi ora verrà; abbiamo modellato questa montagna, l’Oracolo ci ha benedetto, i nostri muscoli sono stati preparati solo per questo giorno…cosa vogliamo fare?-

-Usarli.-

-Difendere casa.-

-Onorare l’Oracolo.-

-Sì…quindi non stiamo curvi, ma ben dritti e in attesa…cantiamo, mangiamo, beviamo…gli alberi sono con noi, ogni minimo angolo dell’Amail lo è…qualunque essere e forza si presenti qui, risponde a queste leggi, a questo sogno che è la realtà…ditemi, nei sogni avete limiti?-

Vari brontolii e gesti di diniego.

-Psoido, un giorno mi dicesti che avevi sognato di nuotare in un mare verde e d’aver ucciso corpo a corpo orche grandi come case…-

-Sì, le stracciai in due con queste-: mostrò raggiante le forti mani callose.

-Non c’è differenza: se saranno orche alte 20 piedi, sai già come fare; se meno non hai scuse e se oltre…beh, allora potrei concederti una simbolica goccia di paura…-

Tutti scoppiarono a ridere: credevano, e lui credeva attraverso loro. Spesso non ci bastiamo, e spesso gli altri sono un percorso obbligato per giungere al proprio sé, qualunque cosa sia.

Il dì era preso; aveva a malapena il tempo per prepararsi al crepuscolo.

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Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi generalmente esperisce in forma sfusa ma, quando osa concentrarsi, scrive, pontifica, analizza. Oggetto dei suoi voli radicati arte, videogiochi, cultura e dis-società, egemonie, ludus e non eventuali. E’ persino dottore di ricerca in Sociologia, giusto per dare un inquadramento serio e serioso al suo profilo e per giustificare la sua tendenza a scarnificare l’anima collettiva. Il resto della storia, comunque, è anche affar vostro.

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