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Venezia 69 a Roma, Linhas de Wellington di Valeria Sarmiento

La Storia Sorprendente che da Raoul Ruiz Passa a Sarmiento

Nel 1810, le truppe napoleoniche vogliono conquistare Lisbona per toglierla agli inglesi, i quali col comandante Wellington hanno creato delle linee fortificate prima della capitale. Linhas de Wellington, progetto di Raoul Ruiz diretto dalla moglie Valeria Sarmiento e scritto da Carlos Saboga, racconta le storie dei personaggi popolari o nobili, portoghese o dal resto d’Europa che in quella guerra si affrontarono e conobbero, e lo fa allestendo una sorta di bozzetti e piccoli quadri che messi insieme danno l’idea dell’affresco.

Sarmiento lascia la guerra sullo sfondo e descrive le parabole degli esseri umani che per un motivo o per l’altro si trovano devastati dalla guerra: nella sceneggiatura s’intrecciano melodramma, commedia maliziosa, riflessioni politiche, tragedia e ironia che s’incasellano con la moltitudine di personaggi che popolano il film. Che sorprende proprio per il suo paradosso di fondo: come il pittore nel film con Wellington, la regista fa uscire l’umanità da piccoli quadri, cattura il senso della storia col distacco epico (in senso brechtiano), racconta l’assoluto rapporto dell’uomo con la morte attraverso l’attaccamento a cibo e sesso. E nonostante, alla stregua di Noi credevamo, questa sia la versione cinematografica di una miniserie tv di 3 ore, come il film di Martone è tutt’altro che televisivo: lo si capisce dall’uso elegante ed espressivo della macchina da presa, dalla concezione “frontale” della messinscena, dai personaggi che non sono mai semplici linee narrative. Una delle nascoste sorprese dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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