Venezia 69: Recensione Passion – Le Ossessioni di De Palma.

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Venezia 69: Recensione Passion – Le Ossessioni di De Palma.

Brian De Palma ritorna con un’opera preesistente, il gelido thriller francese Crime d’Amour di Alain Corneau.

Il leggendario regista, fonde l’estetica francese del noir originale e lo perfeziona, elevando l’immagine grazie ad una fotografia splendida che sfiora i volti delle dive Rachel McAdams e Noomi Rapace, che si muovono elegantissime tra corridoi di uffici spogli e dimore  nei set a Berlino.

Il tema del doppio e delle maschere, visto tante altre volte nella cinematografia di De Palma, qui non vengono sfruttati a pieno, privandoli di qualsiasi spessore originale. Il film comunque funziona lo stesso, le attrici sono brave (sia la Rapace che la McAdams), il cast a supporto non all’altezza e i dialoghi alcune volte risibili, è questa la ricetta presentata al concorsa della 69^ Mostra di Venezia, di un film poco ambizioso, girato magistralmente e mai sotto tono.

Il maestro del thriller non sente la necessità di giustificare i raccordi/svolte narrative, che non sempre trovano un appiglio nella logica, il plot striscia fra sogni, figure metanarrative e psicologia, mostrando un tripudio di risonanze a volte incontrollabili.

Il tema del doppio riflette se stesso nella duplicità dei personaggi della McAdams e della Rapace, mentre il tema del gemello, la maschera, le immagini rubate dalle telecamere, gli specchi ripropongono l’immagine privata, e segreta, dell’individuo.

La presenza di computer, video e smartphone,  sono solo un product placement d’autore, e non apportano alcun tipo di plus alla storia.

A un quarto d’ora dalla fine la pellicola spicca il volo abbandonando i binari del pseudorealismo per tuffarsi in una vertigine di incubi/sogni/metarealismo al quadrato.

Notevole l’interpretazione di una Rachel McAdams bellissima e glaciale. L’unica nota stridente riguarda Noomi Rapace, molto più a suo agio nei panni della volitiva Lisbeth Salander che in quelli dell’assistente remissiva e timorosa. Ossessioni passate e presenti, per un DePalma che non scende a compromessi per nessuno, a 72 anni se lo può permettere.

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Valentino Cuzzeri
Valentino Cuzzeri
Appassionato delle potenzialità dei nuovi media e la loro scientifica misurabilità, intraprende una carriera accademica incentrata sul Digital World. Fermamente convinto che il web rappresenti la nuova frontiera nell’ambito della comunicazione e dei Brand, inizia la propria esperienza lavorativa collaborando come consulente con alcune delle più grandi agenzie di comunicazione e marketing non convenzionale.

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