Venezia 69, Spring Breakers di Harmony Korine

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Venezia 69, Spring Breakers di Harmony Korine

L’Ipocrisia Pulp Targata Korine

La trama vede le 4 protagoniste compiere una rapina per potersi pagare le vacanze primaverili e scatenarsi. Ma quando vengono arrestate, e la loro cauzione pagata dal gangster Alien, il gioco diventa molto più duro. Scritto dal regista Harmony Korine, Spring Breakers è niente più che un soft porno virato all’estetica pulp che cercando di raccontare la deviazione di un gruppo di ragazzette ne mette in scena le grazie con piglio morboso ed estetica che fa della bruttezza il suo imperativo.

Già insopportabile dopo i primi 20 minuti in cui oltre alle forme delle protagoniste si sentono le loro insulse parole, a poco a poco Korine vorrebbe anche comunicarci il loro disagio, pretende che lo spettatore prenda sul serio dei personaggi insulsi e costruisce attorno a loro una sceneggiatura che è un osceno delirio, un trionfo del kitsch stordente, incarnato in 4 passamontagna rosa, che vira nel sogno di un Tarantino sotto coca e senza ironia (o se c’è non si vede). 3 concetti in croce ripetuti ad libitum per un’ora e mezza, ammiccamenti venati d’ipocrisia e specchietti per allodole eccitate non fanno un film selvaggio, così come le pistole che si ascoltano fuori campo durante il film non fanno poesia tragica e non possono orecchiare offensivamente al Sam Peckinpah che si vorrebbe rievocare nel finale. Le protagoniste recitano come se dovessero adescare gli spettatori (cosa che Korine evidentemente spera con tutto il cuore), come spogliarelliste al night club attorno a uno strafatto James Franco che perlomeno ci mette un po’ di senso del ridicolo. Cosa che a Spring Breakers manca del tutto, così come quello del cinema e della dignità.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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