RIBELLE – The Brave

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RIBELLE – The Brave

Walter Elias Disney insegna che i cartoni animati prima, oggi i lungometraggi d’animazione, fanno andare “sempre avanti, aprendo nuove porte e facendo cose nuove, perché siamo curiosi… E la curiosità porta verso nuovi orizzonti”.  La Pixar Animation Studios sembra aver fatto di questo motto la sua filosofia di vita, sfornando continuamente opere che oserei definire d’avanguardia nella loro capacità di trasferire messaggi universali pur utilizzando personaggi ben caratterizzati e connotati geo-temporalmente.

In questo senso Ribelle – The Brave è sicuramente un film riuscitissimo, per almeno due aspetti: da un lato l’utilizzo di un nuovo sistema d’animazione, la prima riscrittura del software avvenuta in 25 anni. In effetti le avventure di Merida e famiglia  sono più ricche e colorate di ogni altro film d’animazione. D’altro canto e da un punto di vista prettamente narrativo, c’è nella protagonista e nel rapporto con la mamma Elinor, un che di profondamente riconoscibile – seppur a tratti eccessivo nella sua modernità – che non mancherà di generare grandi immedesimazioni in un pubblico di ragazzine che presumibilmente – e lo speriamo –  vedranno la pellicola.

Seppur meraviglioso soprattutto da un punto di vista puramente estetico – con un 3D che peraltro non aggiunge nulla, il film non eguaglia i fasti di precedenti capolavori quali “Toy Story”, “Monsters & Co.”, “WALL·E”, “Up”, mancando una certa dose di audacia narrativa ed éscamotage compositivi fuori dagli schemi. Merida strizza l’occhio più volte a personaggi come Rapunzel e addirittura ai film di Miyazaki; a volte si macchia di troppa petulanza ed una certa dose di egoismo prima di risolvere le aspettative che il regno ha verso di lei e il modo in cui ella stessa sceglie di vivere. Nonostante questo la pellicola ha il merito di intrecciare riferimenti storici – la prima volta in casa Pixar – ad elementi fantasy tout court. La sceneggiatura di Chapman prima, di Andrews e Purcell poi, attinge a piene mani dalla favola quando affida al meccanismo del “mutamento” (nello specifico dalla forma umana a quella di orso) la chiave di ‘rilettura’ del rapporto madre-figlia, che di fatto abbandona completamente l’etichetta e lascia molto modernamente parlare il cuore, raggiungendo i momenti di intenso lirismo che fanno del film un vero e proprio “lungometraggio di formazione”. Un pizzico di coraggio in più, come quello tanto decantato di Merida, avrebbe regalato ad una storia il cui asse portante è sicuramente la femminilità, dei risvolti meno canonici di quelli poi invece messi in campo.

A incorniciare questo “happy end” previsto e annunciato, tutta una serie di personaggi secondari che, come sempre, di fatto sono poi gli aspetti più divertenti e peculiari di ogni pellicola. Qui troviamo ben tre scaltri gemellini fratelli di Merida, davvero irresistibili; pretendenti e rispettivi padri, in particolare uno dei tre il cui idioma sconosciuto non mancherà di farvi sbellicare dalle risate; infine ma non ultimo il papà, Re Fergus, che in tutta la sua opulenza non mancherà di ricordare che quasi sempre sono le donne a portare i pantaloni in casa.

Ribelle – The Brave – Uscita in sala il 5 Settembre

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Alice Ungaro
Alice Ungaro
Gravita nel mondo dello spettacolo e dell’audiovisivo sin da piccola, manifestando capacità organizzative e di leadership che la conducono velocemente dall’altro lato della camera. Fermamente convinta che lavorare con passione sia l’unico modo di lavorare, ha fatto dei suoi interessi il suo “core business” specializzandosi nell’organizzazione eventi e nella comunicazione.

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