Venezia 69: E’ Stato il Figlio conquista il Lido!

Venezia 69, Paradise: Faith di Ulrich Seidl
2 Settembre 2012
Venezia 69: To the wonder di Terrence Malick
2 Settembre 2012

Venezia 69: E’ Stato il Figlio conquista il Lido!

Il Sangue Chiama Denaro e il Denaro Chiama Sangue!

 

«Questa è la storia di una famiglia governata da leggi arcaiche: il padre padrone, il matriarcato forte, lo stare in casa e lo spostarsi tutti insieme. Eppure, così attraversata da quel consumismo e da quegli spaesamenti tipici delle famiglie contemporanee». Daniele Ciprì

Una favola cinica, amara e realistica. “E’ stato il figlio”, in concorso alla 69esima edizione della Mostra del cinema di Venezia, è il riuscito esordio solitario in regia di Daniele Ciprì, dopo la rottura del sodalizio con Franco Maresco con cui aveva firmato diverse pellicole.

Il regista siciliano ci porta nella sua Palermo anni ’70, curata dello stesso Ciprì, è sbiadita come un vecchio ricordo.
Uno spaccato italiano con protagonista una famiglia del quartiere Zen.
La precaria quotidianità di piccole certezze della famiglia Ceraulo è interrotta dall’uccisione della figlioletta Serenella, colpita accidentalmente dal proiettile di un resoconto mafioso. Il dramma si rivela anche un’opportunità grazie al lauto risarcimento previsto dallo Stato per le vittime della mafia. Peccato che questa possibilità spalanchi altre sventure: la brucrazia legata alle procedura da seguire per richiedere la somma, le spese folli durante la lunga attesa della ricezione del denaro, e infine la scelta di spendere gran parte dei 220 milioni ricevuti nell’acquisto di una super Mercedes che aprirà nuove disgrazie.

Insomma una serie di colpi di scena fra strozzini, consumismo e ostentazione di uno status symbol che si intrecciano in una storia grotttesca e brillante volta a offrire una disamina della società odierna e moderna, attraverso il punto di vista bigotto e ignorante di una famiglia basso borghese.
Lo stile narrativo conserva la sua tipica originalità nella geometria delle inquadrature, nel soffermarsi sulle espressività, nei dettagli di colore e nel repentino cambio di stile, che vira dal comico al violento e cinico. Ciprì va oltre e smonta la sacralità della famiglia, spesso ostentata nel  panorama cinematografico nostrano, dimostrando in scena come la paura e il cinismo superino persino l’amore materno, aprendo le porte all’indivisualismo tipico del 21° secolo.

La prima opera italiana fa ben sperare, e Daniele Ciprì conferma la sua freschezza narrativa con il suo “E’ Stato il Figlio”.

Comments on Facebook
Valentino Cuzzeri
Valentino Cuzzeri
Appassionato delle potenzialità dei nuovi media e la loro scientifica misurabilità, intraprende una carriera accademica incentrata sul Digital World. Fermamente convinto che il web rappresenti la nuova frontiera nell’ambito della comunicazione e dei Brand, inizia la propria esperienza lavorativa collaborando come consulente con alcune delle più grandi agenzie di comunicazione e marketing non convenzionale.

Comments are closed.