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9 Agosto 2012

Le Olimpiadi con un Po’ d’Aiuto dai Miei Amici

Le più importanti competizioni alle Olimpiadi hanno a che fare con la sfida a te stesso, ai tuoi limiti. Ginnastica, atletica, nuoto. Ma sei solo non vai da nessuna parte, anche se non vinci l’oro. Per esempio puoi aver bisogno di qualcuno che ti accompagni fuori dalla pista, a maledire contro la sfortuna. Come per Liu Xiang, fenomeno dei 110 ostacoli a cui i giochi olimpici portano malissimo, che dopo l’infortunio che gli impedì di correre a Pechino, è dovuto arrendersi alla rottura del tendine d’Achille dopo i primi ostacoli. A terra, dolorante e piangente, Liu non ha ricevuto alcun tipo di aiuto: il regolamento recita che la gara comunque va finita e allora saltellando, Liu arriva al traguardo, dove tutti i suoi rivali lo aspettano per aiutarlo e fargli sentire il loro sostegno. Lo spirito olimpico reso norma categorica sembra inutile crudeltà.

Però lo spirito può piegarsi alle varie circostanze, come nel caso farsesco dell’algerino Taoufik Makhloufi, vincitore dei 1500 metri grazie a un certificato medico discutibile: l’atleta infatti era stato iscritto alla gara degli 800, oltre ai 1500, dalla sua federazione nel caso la gara maggiore andasse male. E a Makhloufi, di correre tutte e due nelle stesso giorno non va, perché perderebbe energie e quindi dopo 150 metri della gara di riserva si ferma e comincia a passeggiare, vorrebbe fermarsi ma sa che non può. Il CIO comunque non la prende bene e lo squalifica per scarso impegno: sacrosanto. Ma la federazione algerina fa ricorso e porta a supporto un certificato medico in cui si dichiara che l’atleta aveva avuto problemi al ginocchio durante gli 800. Uno di quei certificati con cui ci prendiamo le ferie in ufficio. E il CIO, non potendo non credergli, accetta il ricorso e riammette il corridore che, il giorno dopo, vince l’oro.

C’è invece chi si mette in vendita pur di arrivare alle Olimpiadi: James Ellington, velocista inglese che per partecipare ai giochi si è messo all’asta su Ebay, cercando sponsor anche privati che gli consentissero di allenarsi. Dopo qualche mese ha trovato un privato che, in cambio del nome sulla maglia, ha sborsato 32.000 dollari, che gli hanno permesso di andare ad allenarsi e sostentarsi al fine di ottenere il tempo minimo di qualificazione. Ce la fa: ieri, durante la prima batteria dei 200 metri arriva 6° col tempo di 21.23. E’ eliminato torna a casa, ma col sogno realizzato, come in un film di Frank Capra.

In un giorno senza medaglie italiane, invece, ci preme sottolineare due prestazioni: la prima è quella sovrumana di Josefa Idem che a quasi 48 anni si è qualificata per l’ennesima finale olimpica nella canoa sprint controllando in batteria e vincendo in modo spaventoso in semifinale, ingranando una progressione a metà gara simile a quella di un motorino su di giri. E mentre lei promette di esserci anche fra 4 anni a Rio, speriamo che domani la benzina per la finale non sia finita. La seconda invece è quella di Vanessa Ferrari, 3^ a pari merito nella finale del corpo libero della ginnastica artistica ma fuori dal podio per la regola che, in caso di parità, favorisce chi ha eseguito meglio l’esercizio, al contrario che ai mondiali dove conta la difficoltà di partenza. Vanessa si arrabbia e piange, giustamente, minaccia di lasciare impulsivamente e poi dà la colpa ai giudici, colpevoli di aver favorito la russa, più rinomata (nonostante la Ferrari sia stata campionessa mondiale) e più blasonata per nazionalità. Anche saper perdere è questione di spirito olimpico.

Consoliamoci con attimi di vero splendore sportivo: il duetto Kerry Walsh-Misty May nel beach volley, arrivato alla 3^ finale olimpica consecutiva (le prime 2 sono state vinte) sconfiggendo le cinesi Xue-Zhang in un incontro memorabile, perfetto spot per spiegare perché questa disciplina è alle Olimpiadi.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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