Speciale Olimpiadi: 9° giorno

La Leggenda del Cacciatore di Vampiri di Timur Bekmembatov
6 Agosto 2012
Speciale Olimpiadi: Giorno 10
7 Agosto 2012

La Domenica dei Re delle Olimpiadi

Nel giorno in cui 76 anni fa Jesse Owens diede la prima spallata all’ideologia hitleriana della razza bianca, vincendo sotto gli occhi del dittatore 4 medaglie d’oro nell’atletica alle Olimpiadi di Berlino (100 metri, 200, salto in lungo e staffetta 4×100), le Olimpiadi di Londra 2012 consumano quello che di solito è il giorno dei re, concentrando un numero impressionante di eventi e finali che culminano con la finale dei 100 metri, il momento (e 10 secondi sono praticamente un momento) più significativo dei Giochi, quelli che rappresentano meglio il citius, altius, fortius del motto olimpico.

E allora incoroniamo il re (lo Zeus assoluto Phelps ha salutato le Olimpiadi arrivando al bottino insuperabile di 21 medaglie olimpiche, 17 ori): Usain Bolt, campione olimpico e primatista mondiale riscatta la falsa partenza con squalifica dei mondiali dell’anno scorso siglando il nuovo record olimpico a 9.63 dando circa 1 metro al suo rivale e compagno Yohan Blake. Come se nella maratona, il vincitore desse più di 4 chilometri al suo avversario. Bocca aperta, soprattutto per la facilità di corsa; e se ripetersi nei 200 metri potrebbe essere più difficile, il vero obiettivo per il giamaicano è ritoccare il record del mondo in staffetta, nella quale da lanciato raggiunge la velocità di circa 43 km orari. Come ha detto il cronista Sky, in alcune zone cittadine supera i limiti di velocità di un automobile. A fianco a lui, idealmente, la regina della serata è Sanya Richards-Ross, oro nei 400 metri, che ha portato ancora di più alla ribalta la sua battaglia come sindacalista dell’associazione degli atleti, ossia portare alle Olimpiadi i propri sponsor. Battaglia che parrà di facciata e anti-sportiva se si pensa ai grandi campioni che dagli sponsor sono subissati (e che spesso fanno parte di quelli ufficiali delle Olimpiadi), ma fondamentale per i piccoli atleti che possono gareggiare proprio grazie alle sponsorizzazione e che, grazie alla vetrina olimpica, avrebbero un notevole incremento di visibilità. La pubblicità è anche l’anima dello sport.

Per dei re che salgono, uno viene detronizzato: Roger Federer, uno dei più grandi tennisti di sempre paga l’impresa epica di 2 giorni prima con Del Potro (che vince un bellissimo bronzo contro Djokovic), cade nella rivincita della finale di Wimbledon di un mese fa e nello stesso campo perde 3-0 contro Murray, stavolta concentratissimo e senza alcuna riverenza. 6-2 6-1 6-4, una vittoria senza macchia che il britannico non è riuscito a replicare qualche ora dopo nel doppio misto, regalando l’oro ai bielorussi Azarenka (vincitrice del bronzo in singolare)-Myrni. E’ l’unica vittoria che manca allo svizzero (nel singolare), che probabilmente dovrà chiudere la sua carriera con questo neo, con questa fame ancora da saziare e che a Rio sarà forse troppo tardi per soddisfare.

E poi c’è la regina degli sport italici, la scherma che ieri ha chiuso il suo programma dando alla nazionale azzurra l’oro nel fioretto maschile a squadre portando al 3° oro di specialità su 7 medaglie. Maledizione podio invece per Tania Cagnotto, che dopo il 4° posto nel sincronizzato, ha ottenuto la stessa posizione nella finale individuale del trampolino da 3 metri, per soli 20 centesimi dal bronzo della messicana Laura Sanchez, un’altra dalla storia niente male che ha sposato il suo allenatore dopo che questi ha subito un’incriminazione per pedofilia per il rapporto con la sua atleta allora minorenne. 20 centesimi significa un mezzo punto in più (anche meno) nella votazione di un giudice, tanto da giustificare la rabbia e le lacrime dell’azzurra. Meno le recriminazioni di parte della stampa.

Finisco con un consiglio per tutti i detrattori del ciclismo su strada: godetevi le prove di quello su pista, che ieri ha visto Elia Viviani deludere nella giornata dell’omnium (prova multipla fatta da 6 prove differenti) che lo vedeva in testa dopo 5 gare. Spettacolo, velocità e tensione garantite.

Comments on Facebook
Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

Comments are closed.