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Pensionandi senza Olimpiadi al suono di un dj set

Dopo 6 giorni di astinenza, ieri è arrivata la prima medaglia delle Olimpiadi per il canottaggio italiano: l’argento è arrivato grazie ad Alessio Sartori e Romano Battisti nel 2 di coppia, battuti solo dai formidabili neozelandesi. Ma quello che è saltato all’orecchio è l’assenza di Giampiero Galeazzi: la voce per eccellenza del canottaggio, colui che ha condotto “nella storia, nella gloria” gli Abbagnale, Rossi e milioni di spettatori, che guardavano i laghi e le imbarcazioni solo per lui. La Rai, che si conferma un mediocre servizio pubblico a tratti pessimo, ha deciso di lasciarlo a casa, nonostante ne avesse sfruttato l’appeal per il promo. Il suo sostituto in Rai non gli tiene corda, migliore e sorprendente l’omologo targato Sky: ma 40 anni di esperienza e lo spettacolo nella voce non si sostituiscono da un momento all’altro.

Il bisteccone nazionale però potrebbe consolarsi con un dj set, anch’esso d’argento: quello di Hakhan Dahlby, alias DJ SharpShooter o Shooter, tra i produttori e animatori delle discoteche di tutto il mondo che nel tempo libero va alle Olimpiadi e vince una medaglia – come dice il suo nome d’arte – nel tiro a volo, specialità double trap. Anche se lui a Sette Tv ammette di preferire le distese bucoliche del cross country. In effetti a Ibiza non lo vedrei bene.

E nemmeno Zhang Jike, ma lui è comunque è entrato nella storia del tennis da tavolo: vince l’oro contro il connazionale Wang Hao in una finale splendida e diventa il 4° giocatore nella storia a vincere il Grande Slam (mondiali, continentali e Olimpiadi) permettendo alla Cina di vincere la 22^ medaglia d’oro sulle 26 messe in palio nella storia olimpica della disciplina. Dominio totale però parzialmente incrinato da un europeo sul podio – per la prima volta dopo 12 anni – il tedesco Ovtcharov a cui andrebbe assegnata una tutela per minoranza etno-sportiva.

E se ieri, Zeus Phelps ha vinto la sua 20^ medaglia, la 16^ colorata d’oro, nei 200 misti, dando la paga all’erede Lochte (2°) e diventando il primo uomo a vincere l’oro nella stessa specialità per 3 olimpiadi consecutive. Nell’Olimpo appunto, come ci entrano a colpi di fioretto le atlete azzurre: dopo aver occupato il podio, vincono l’oro a squadra con una facilità disarmante. A punteggio pieno, perdendo un solo assalto (in finale) su 27 in tutto il torneo, schierando anche la riserva Salvatori per farle godere la gioia dell’oro. E così il gradino più alto occupato da Vezzali, Errigo (dai margini di miglioramento che la renderanno atleta imbattibile) e Di Francisca diventerà più stretto. Ma di sicuro più bello.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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