Spellbound Contemporary Ballet: Le parole messe via per ritrovarsi semplici

339463 338043732941810 1854764291 o 718x1024 Spellbound Contemporary Ballet: Le parole messe via per ritrovarsi sempliciAlle origini dell’ispirazione c’è sempre – nei casi più riusciti, si intende – un’intuizione, uno sguardo attento e indagatore che trova sosta su di un’idea che appare geniale nella sua semplicità, e lascia interdetti sul perché non sia arrivata prima. La danza contemporanea, nella sua forma più evoluta, si nutre di intuizioni, ma lo fa con leggerezza, le sussurra all’orecchio di un pubblico che resta sospeso per oltre un’ora in un universo parallelo ovattato e pieno, salvo poi riemergere dilungandosi in un applauso sentito. Dovuto.

E’ ciò che è accaduto ieri a Civitanova Marche di fronte alla performance di un Spellbound Contemporary Ballet nel fiorire della sua maturazione artistica, sia in termini di organico, con la presenza di nove danzatori giovani e coraggiosissimi, sia per l’incessante ricerca di un coreografo – Mauro Astolfi – che ha fatto del palcoscenico il luogo deputato a raccogliere la stupefacente vivacità e la profonda comprensione di una mente tra le più brillanti nell’attuale panorama artistico nazionale e non.

La serata si divide in due parti; la prima “Downshifting” è dedicata ad un lavoro che segna una svolta nella storia della compagnia, la quale, dopo una serie di produzioni più ricche dal punto di vista produttivo e diegetico, toglie gli orpelli e torna all’essenziale ritrovando nella filosofia dei downshifters (coloro che da un certo punto in poi abbandonano la propria ex vita a favore di una riscoperta delle proprie passioni e di maggiore semplicità) il linguaggio corretto per continuare il viaggio con il proprio pubblico.

A seguire “Lost for Words – l’invasione delle parole vuote”. Il primo studio era già stato presentato in occasione di Avvertenze Generali 2011. Il secondo è invece una prima assoluta creata appositamente per il Festival che li ospita, Civitanova Danza 2012. A distanza di un anno, Astolfi chiude il cerchio intorno all’intuizione che aveva generato uno dei più perfetti esempi di comunicazione tra corpi, articolando il meraviglioso lirismo del primo studio in un ancor più esaustivo racconto di sé, di fatto superando se stesso e le aspettative del proprio pubblico. “Lost for Words” altro non è che una fotografia – nella sua accezione più autoriale – dell’universo umano, la continua esigenza dell’uomo di contattare l’altro e se stesso attraverso l’altro, seppur spesso le parole diventino più un limite che una risorsa. A volte vuote come la spinta che le produce, al corpo non resta che liberarsene ed ecco allora che il movimento si fa esso stesso comunicazione.

E’ in effetti comunicare il fil rouge della serata, inteso come viaggio, come percorso che dall’altro conduce alla riscoperta di sé. E’ ciò traspare con talmente tanta forza nell’incessante avvicendarsi di sincronie e forme sul palcoscenico, da esserne quasi sopraffatti. La meravigliosa danza di questa coraggiosa compagnia non è una mera successione di passi, né tantomeno la ricerca del virtuosismo che abbaglia. E’ in un tocco che si trasforma in accelerazione, è nel continuo sviluppo su diversi piani, in un abbraccio appassionato e in una fulminea distanza. I corpi si avvinghiano, si abbandonano, si allungano per poi “stridere” come lame… tutto ciò è ovviamente possibile grazie alle incredibili doti fisiche e tecniche dei suoi elementi, come anche alla capacità di rendersi strumenti a servizio dell’arte.

Se l’universo artistico del coreografo appare chiaro già in “Downshifting”, è però in “Lost for Words” che trova il suo maggior compimento. Coadiuvato dalla splendida atmosfera creata dal disegno luci del light designer Marco Policastro  - intento a sottolineare ogni passaggio emozionale senza mai risultare didascalico -, nello studio uno prima e nel secondo poi vi è la grazia dell’ispirazione fatta Arte.

La serata “Downshifting /Lost For Words” farà un tour di cinque settimane negli States tra il 2012/2013 grazie a un Ndp Subsidy vinto negli stati Uniti come unica produzione europea ammessa per la prossima stagione a questo tipo di finanziamento.

Il bello è che potrebbe essere solo l’inizio…

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