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Le Olimpiadi in Acqua, tra Delusione e Nuovi Eroi.

L’atletica è la regina dello sport, soprattutto dello sport olimpico. Niente fa rima con Olimpiadi più di una finale dei 100 metri, o del salto in lungo. Eppure per la prima settimana, l’atletica tace. Il tartan fa spazio all’acqua: le piscine dominano gli schermi e i palazzetti. Nuoto, nuoto sincronizzato, pallanuoto, tuffi. Partiamo da qui, da una delle discipline più spettacolari e acrobatiche, quelle in cui le capacità armoniche di un corpo devono sfidare le leggi della gravità (facendo il paio col salto in alto, ma qui c’è di mezzo la finezza dello stile). Ieri c’è stata la 1^ finale del programma, quella femminile dal trampolino da 3 metri, per di più sincronizzata tra le due tuffatrici.

Digerita la delusione per la coppia Cagnotto-Dallapè, fuori dal podio per 2.7 punti, resta la sconfinata ammirazione per la miglior tuffatrice in attività, una delle più grandi tuffatrici di tutti i tempi: Wu Minxia, al 3° oro consecutivo alle Olimpiadi nella specialità, vinto con Zi He, sostituta della più grande tuffatrice di sempre, Guo Jingjing, ritiratasi l’anno scorso dopo 6 medaglie olimpiche (4 d’oro) e 11 mondiali (10 d’oro). A succederla, Wu, uno dei più puri esempi di classe che lo sport mondiale abbia: assieme alla sua compagna ha dato quasi 25 punti di distacco alle atlete d’argento, le americane Bryant-Johnston, con un punteggio di 346.20 che significa praticamente mai sotto l’8/8.5 come voto medio. Ora le manca l’oro nell’individuale, da vincere venerdì: non essendoci le sue 2 rivali storiche, la citata Guo e Yuliya Pakhalina, è giunto il momento.

Chi invece nasce oggi, sportivamente, è già diventata la nostra eroina: Ruta Meilutyte, 15enne nuotatrice lituana che ha già infranto 9 volte il record nazionale e vinto 3 medaglie alle Olimpiadi junior dell’anno scorso. Ieri nei 100 metri rana, dopo aver passato il primo turno ha pianto, non riuscendo a parlare davanti ai microfoni. Il pomeriggio, quando in semifinale ha ottenuto il record europeo qualificandosi in finale, non piangeva più, aveva il viso delle atlete che sanno ciò che vogliono e lo promettono: non fermarsi sul più bello, come rischia di fare il divino Phelps, ancora all’asciutto di oro, beffato dalla staffetta francese (che vendica la nazionale di basket, distrutta dal Dream Team) a un passo dalla vittoria. In finale stasera sapremo per chi tifare, Pellegrini e italiani a parte che ieri sono stati la delusione più cocente.

In acqua, sappiamo che ciò che conta è stare a galla, come spesso nella vita: ecco che la metafora più lampante ce l’abbiamo nella pallanuoto, dove il cuore delle azioni si svolge tra mulinare di gambe per tenersi su e colpi spesso sott’acqua. Ma c’è un uomo che sta a galla più degli altri, fermo, senza palla, ma che deve sollevarsi come fosse un nuotatore sincronizzato: il portiere.  E il più forte del mondo, probabilmente, è italiano, Stefano Tempesti, già campione del mondo l’anno scorso a Shanghai. Ieri ha condotto la sua squadra alla vittoria 8-5 con l’Australia, ma ha confermato la sua statura di campione assoluto neutralizzando praticamente tutti gli attacchi decisivi degli avversari e suonando la carica anche solo mentalmente ai compagni. Alle sue prime Olimpiadi, c’è già odore di MVP.

Angolo medagliere azzurro: ieri è arrivato un bronzo, nel judo femminile con Rosalba Forciniti, la “cattiva ragazza” di Calabria, che dopo aver coronato un sogno decide che, forse, stacca la spina e si dedicherà ad altro. Salvo cambiare idea. Come Pellegrini, ma con molta meno allure.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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