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I Caponord si raccontano a Four Magazine

È stato un percorso tutto in salita in quello dei Caponord, band emergente composta da Davide Simonetta, Sebastiano Giordani, Stefano Guidi e Sebastiano Pezzoli, che pubblica il loro secondo album di inediti il 26 Giugno, primo prodotto interamente dalla Warner Music Italy. Un gruppo che è riuscito a trovarsi fin da subito e che vede le sue origini da due provincie del nord Italia, Crema e Bergamo.

 

Come nascono i Caponord e perché questo nome?

3 anni fa ci siamo ritrovati come gruppo, ci conoscevamo a due a due, abbiamo provato qualche brano e da lì si può dire che siamo nati come gruppo. Abbiamo subito iniziato a incidere diversi brani, per un totale di 40 pezzi che abbiamo poi portato a 9 e che abbiamo scelto per il nostro primo album, Un Film Sul Panico. Il nome Caponord ci è venuto dal momento che faceva molto freddo quella sera, e uno di noi ha espressamente detto:”che freddo! Sembra di essere a Caponord”. Da lì come nome è piaciuto a tutti.

Da “Un film sul panico” a “Copriti gli occhi” è cambiato qualcosa?

Sicuramente. Col primo album volevamo raccontare delle storie di vita vissuta, nostre o storie nate dall’osservare la gente in giro. Si tratta di un album (il primo) che vuole raccontare delle singole storie che trattano del quotidiano delle persone, sulle quali ci è venuto spontaneo proiettare i nostri interessi. In “Copriti Gli Occhi” invece questo aspetto delle singole storie non c’è, per dare spazio ad una visione più istantanea. Ogni brano rappresenta l’attimo primo dell’inizio di una storia, un’immagine istantanea di una realtà molto diversa ma che ci dice la stessa cosa, cioè che in qualche modo ci si copre gli occhi per qualcosa. 

Ad esempio dai pregiudizi, come in “Non E’ Colpa Tua”.

Esatto, proprio così. In “Non è colpa tua” poi abbiamo deciso di rappresentare quelli che sono i pregiudizi tipici della realtà di paese nordico da cui proveniamo. Questo brano è stato l’ultimo ad essere stato scritto, e ci è piaciuto subito, tant’è vero che è rimasto praticamente tale e quale alla prima scrittura. Il messaggio forte di questo brano è sostanzialmente quello di non lasciarsi mai andare; la gente penserà sempre qualcosa su di noi che non è corrispondente al vero, ma proprio per questo non bisogna lasciarsi andare.  

Subito dopo il primo album, siete stati la prima band scelta per il progetto “Mtv New Generation”. Com’è stato?

Un’esperienza stupenda, siamo riusciti a raggiungere un livello di visibilità molto importante. Poi lavorare con MTV è stato come trovare un’altra famiglia, per tutti noi del gruppo. È stato molto bello vedere come la gente, i ragazzi, i fan, aumentassero e iniziassero a seguirci in modo consistente.

Scrivete i vostri brani in italiano. Credete, come alcuni artisti italiani, che a livello discografico sia una scelta penalizzante quella dell’italiano?

Non siamo molto d’accordo con quei cantanti italiani che badano al successo internazionale e cantano e scrivono in inglese. Noi vogliamo raccontare le nostre storie in italiano per essere capiti in Italia, e questo è quello che conta per noi.

I Caponord si rivelano essere una band molto fresca, di strada da fare ne hanno, anche con i loro fan, ai quali riservano un trattamento esclusivo attraverso diversi canali mediatici, rispondendo in prima persona proprio ai fan stessi.

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Gabriele Palella
Gabriele Palella
Milanese, giovane ma già competente in quella che è la sua più grande passione: la musica. Milano. Lavora, compone e produce brani, scrive e partecipa a numerosi e diversi eventi a Milano e dintorni. Di sé dice: "credo in quello che faccio, spinto dalla bellezza e dalla forza della musica che unisce, crea, intrattiene ma, soprattutto, insegna. Io ci credo a questa forza...e voi, in cosa credete?"

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