WANTED – La Storia Criminale di Grand Theft Auto

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WANTED – La Storia Criminale di Grand Theft Auto

WANTED – La Storia Criminale di Grand Theft Auto

Molti titoli hanno lasciato una traccia nella storia dei videogiochi, diversi sono diventati vere e proprie icone e hanno contribuito a rendere il videogioco un fenomeno culturale, alcuni hanno avuto un forte impatto sulla società e fra questi rientra sicuramente Grand Theft Auto di Rockstar Games.

Mentre nel mondo gli utenti sono in attesa del V capitolo, esce anche in Italia, pubblicato da Multiplayer.it Edizioni, Wanted – La storia criminale di Grand Theft Auto di David Kushner, giornalista e scrittore, già autore dell’ottimo Masters of Doom. Se il precedente volume affrontava la storia di John Carmack e John Romero, autori di successi planetari come Doom e Quake, Wanted si concentra sulla storia di Rockstar Games, una delle software house di maggiore successo, e sugli uomini che l’hanno portata ad essere quello che è oggi.

Fra tutti i protagonisti  della storia è a Sam Houser, co-fondatore e presidente della società, che il libro dedica più attenzione, raccontandone la crescita personale e professionale di pari passo con lo sviluppo del concept e della tecnologia che ha permesso alla saga di Grand Theft Auto di conquistarsi un posto di assoluto rilievo nella storia dei videogiochi.

Per quei pochi che non lo conoscessero neanche per sentito dire, il titolo di Rockstar Games è un free roaming di ambientazione criminale, in cui il personaggio principale è chiamato a portare a termine missioni come omicidi, rapine, regolamenti di conti, il tutto avendo piena libertà di vagare per le città in cui il gioco è ambientato, rubare auto, investire pedoni, andare a prostitute e uccidere poliziotti… Va da sé che il contenuto appena descritto non sia quanto di più educativo si possa immaginare e infatti buona parte del libro di Kushner racconta delle vicende giudiziarie e di costume legate al gioco e alla sua commercializzazione.

La “storia criminale” di Grand Theft Auto ha rappresentato un valido motivo per ragionare sul concetto di videogioco e della sua evoluzione: apparendo chiaro che i contenuti del titolo fossero e siano inadatti ad un pubblico di minori, Grand Theft Auto ha contribuito in modo esplosivo a rendere evidente la necessità di assimilare i videogiochi a qualsiasi altro prodotto culturale, come libri e film, chiarendo che l’intrattenimento elettronico non è una pratica diffusa solo fra i bambini e che anche per questo medium esistono contenuti per adulti. Il videogioco, percepito come “cosa da bambini”, per certi versi si era adattato a questa considerazione e, se non aveva rinunciato a rappresentare in alcuni titoli la violenza, non aveva mai osato violare un secondo tabù, ovvero il sesso, che anche nei titoli più “sfrontati” era presente al massimo in situazioni appena accennate … Con la vicenda “Hot Coffee”, affrontata da Kushner con un’approfondita analisi del caso giudiziario e delle sue conseguenze, Rockstar Games infranse anche questo limite, avviando uno sviluppo più completo del medium.

La resistenza che l’idea del videogioco come medium a tutto tondo ha trovato nell’opinione pubblica si è espressa in modo forte, sia attraverso la politica, che in tribunale e sulle riviste scientifiche, ma guardando a tutto questo dalla prospettiva del 2012, appare evidente come il cammino del videogioco ripercorra le impronte di tutti i media che lo hanno preceduto e che hanno dovuto consolidare la propria maturità espressiva agli occhi di un pubblico scettico e diffidente, composto in questo caso principalmente da NON fruitori dello stesso.

Il libro di Kushner ha la capacità di raccontare i 15 anni intercorsi dall’uscita del primo Grand Theft Auto mescolando la storia del gioco e della società con quella del contesto in cui questa ha operato, ricostruendo uno scenario interessante con sguardo sia affezionato che critico e ricorrendo ad una struttura che riprende in qualche modo quella dell’evoluzione del personaggio all’interno del videogioco. Grazie ad un’impostazione piacevolmente narrativa, ma sostenuta da un lavoro di ricerca e di documentazione di buon livello, Wanted rappresenta un ottimo volume per tutti coloro che vogliano saperne di più non solo del titolo Rockstar, ma anche del modo in cui il videogioco sta costruendo una propria posizione “adulta” all’interno della nostra realtà.

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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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