Flussi, ovvero Tutto il Cinema che in Sala non C’è: Beginners di Mike Mills

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Flussi, ovvero Tutto il Cinema che in Sala non C’è: Beginners di Mike Mills

La ricerca di sé stessi e di qualcuno con cui condividere nel film di Mills

Evidentemente non basta più vincere un Oscar e avere un cast di stelle per poter uscire in sala, nei relitti di quella che un tempo era la distribuzione italiana. Ancora meno importante poi che si parli di un gran film. Beginners – opera seconda di quel Mike Mills che esordì con Thumbsucker – arriva nel belpaese solamente in dvd impedendo a quei felici pochi che ancora riempiono le sale di godere di uno dei migliori film americani degli ultimi tempi.

Il protagonista Oliver è un uomo grigio e solitario che deve rimettersi in sesto dopo la morte del padre, rivelatosi gay dopo 40 anni di matrimonio; a portare colore e speranza nella sua vita arriva Anna, bellissima attrice velata di mistero. Scritto dal regista, un dramma che appare come maniera di un cinema indipendente sempre più stereotipato e che invece mette in mostra una grande sensibilità narrativa e soprattutto la voglia di comunicare e raccontare.

Il film pare voler seguire l’impresa del suo protagonista, disegnatore e illustratore, che vorrebbe comporre una monumentale storia della tristezza attraverso le persone comuni, attraverso la sua storia e i suoi ricordi: una sorta di diario intimo, di flusso di ricordi che oltre al disinvolto montaggio temporale, che passa dal presente al passato non per vezzo, ma per dare forza al senso narrativo dei ricordi, punteggiati da foto, disegni, grafiche (il cane che comunica col pensiero, sottotitolato). Ma Mills, piuttosto che deprimere lo spettatore – come molto cinema indie contemporaneo -, vuole trasmettere il rifiuto del dolore e della tristezza, trasmettere la sensazione delle macchie oscure e dei vuoti di una vita riscattati dalla potenza dell’amore, anche se non corrisposto, anche se spezzato in partenza, come fosse una versione radicale di (500) giorni insieme di Webb.

Attraverso la creatività sua e dei suoi personaggi, attraverso la spontaneità inarrestabile delle emozioni, Mills compone un piccolo capolavoro di delicatezza, sincerità, di tocco che sa far palpitare anche i virtuosismi e che entra nel cuore dello spettatore attraverso uno stile sapiente che sa utilizzare la grazia delle sue immagini e dei suoi attori: Cristopher Plummer è un colosso che ha vinto l’Oscar e su di lui c’è ben poco da aggiungere, vale la pena però fermarsi sull’alchemico balletto tra Ewan McGregor e l’incantevole Melanie Laurent, sul disagio di un amore che non riescono a trattenere. Mills dimostra la levità dell’ispirazione, i resti fertili della Nouvelle vague e il tocco maturo di un grande regista. Che qualcuno pensa non abbiamo voglia di vedere.

Potete trovarlo in dvd con brutto doppiaggio italiano su Amazon.it, ma vi consigliamo la versione blu-ray internazionale, su Amazon.com

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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