Four Magazine Incontra i Vallanzaska: Una Raccolta e un Tour per Festeggiare Vent’anni di Carriera.

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Four Magazine Incontra i Vallanzaska: Una Raccolta e un Tour per Festeggiare Vent’anni di Carriera.

E’ così che la band milanese sta celebrando il suo percorso. Un tour e una raccolta di singoli selezionati dai loro fan tramite Facebook.  Il gruppo, nato nel 1991, muove i primi passi tra la nebbia delle band emergenti di Milano. Il successo a livello nazionale arriva con l’album “Cheope” e il singolo omonimo. Seguono nel corso degli anni brani come “Licantropite”, “Si si si, No no no” e “y” che consacrano il gruppo come una delle più famose band Ska italiane. Festeggiano ora i loro ventt’anni e Davide, il cantante, racconta a Four Magazine come lo stanno facendo.

Per celebrare i vostri vent’anni insieme avete deciso di realizzare un tour che porterà “in giro” con voi  venti dei vostri singoli raccolti nell’album “The Best Spaghetti Ska”. La particolarità del cd è che tutte le tracce sono state scelte dai vostri fan tramite una votazione su Facebook, perché quest’idea?

Abbiamo deciso di tentare un esperimento. Ci sembrava poco obiettivo selezionare noi le canzoni da inserire così abbiamo deciso di promuovere una sorta di “Primarie dello Ska” in modo di creare una raccolta con i brani preferiti dai fan, che li hanno potuti scegliere tra circa cento nostri pezzi. I brani sono stati inseriti in ordine crescente in base hai voti ricevuti. Ci ha sorpreso che la più votata sia stata proprio “Spaghetti Ska” ma lo abbiamo apprezzato e infatti ne abbiamo girato il videoclip. Forse l’idea far decidere al pubblico tramite Facebook è un’idea che non ha ancora avuto nessuno. Anche se noi forse non l’avremmo pensata esattamente così, si avvicina molto all’idea che avevamo ed è perfetta! Non avremmo potuto fare di meglio!

Oltre a “Spaghetti Ska” avete anche girato il video per un altro singolo, giusto?

Si, “iPod” che era presente nell’album “iPorn”. Abbiamo girato due video per questo brano di cui uno a New York che ho realizzato io. E’ stato una sorta di work in progress perché a seconda di quello che trovavo decidevo cosa girare, è stato bello!

Il Tour come sta andando e che rapporto avete con il pubblico dal vivo?

Sta andando bene, amiamo suonare d’estate e facciamo tantissime date. Essendo un gruppo indipendente le scegliamo noi e puntiamo sulla qualità delle nostre esibizioni. Un motivo per cui le persone dovrebbero venire a vederci è che, a seconda di chi ascolta, noi “cambiamo” lo spettacolo anche se le canzoni restano le stesse. Magari togliamo dalla scaletta qualcosa e ne aggiungiamo un’altra.

Il vostro nome è tratto dal cognome del noto bandito degli anni ’70, Renato Vallanzasca. E’ una scelta che colpisce, come mai avete deciso di chiamarvi così?

Ci siamo chiamati così non perché siamo un gruppo che incita al male ma perché facendo musica Ska cercavamo un nome che avesse la desinenza in “ska”. Contemporaneamente negli anni ’80 c’era il mito del “gangster”. Ovviamente ora i tempi sono cambiati. Abbiamo messo insieme le due cose perché volevamo un nome provocatorio.

La vostra musica si trova spesso in tv, per esempio in sigle per programmi e pubblicità, qual è il vostro rapporto con il piccolo schermo?

La canzone “Si si si, no no no” è stata usata come sigla del programma tv “Super Ciro”. Era una trasmissione comica e intelligente che prendeva in giro la tv stessa. Per questo il brano era adatto, in quanto parla della rovina a cui può portare la tv. Televisione che di per sé non ha nulla di male in quanto è un elettrodomestico. E’ quello che viene proposto tramite questo che ci fa preoccupare, infatti la canzone è stata scritta nel periodo in cui erano in voga i Reality. La tv ci ospita spesso utilizzando le nostre musiche per esempio a “Quelli che il calcio”, “Lucignolo”, “Paperissima”. Ma il nostro rapporto con il piccolo schermo si limita a questo.

Un aneddoto relativo al pubblico dei vostri live?

Pochi giorni fa a Mercallo, vicino a Varese, un signore di una certa età con un berretto rosso è salito sul palco. Noi allora abbiamo improvvisato una canzone ispirata a questo strano soggetto. Ora si può trovare il video su You Tube! Quando siamo abbiamo terminato il concerto e siamo scesi dal palco il pubblico ha continuato a cantare il ritornello della canzone che faceva “Berretto rosso, ho! Berretto rosso, ho!”.

Articolo di Viola Pasqualini

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