Notte della Taranta con Ludovico Einaudi al Festival di Villa Arconati

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Notte della Taranta con Ludovico Einaudi al Festival di Villa Arconati

 

Il terzo appuntamento con il Festival di Villa Arconati è tutto dedicato alla pizzica e tradizione pugliese: protagonista della serata l’orchestra La notte della Taranta diretta da Ludovico Einaudi, maestro compositore già due volte direttore artistico della notte della Taranta di Melpignano. Novanta minuti per un meraviglioso spettacolo che miscela tradizione e modernità, spaziando tra melodie tipiche, world music e sonorità elettroniche: si sono infatti confrontati con i brani tipici della pizzica tarantata ospiti di gran rilievo come Savina Yannatou, cantante e compositrice di musica tradizionale,medievale e barocca, Ballakè Sissoko, considerato tra i più grandi virtuosi della Kora e Mercan Dede con i Secret Tribe, punta di diamante della serata grazie ad una esibizione incentrata su effetti visivi e giochi di luce ammalianti uniti ad una sperimentazione sulla fusione tra la tradizione folklorica ed un sound tipicamente elettronico.  Una festa dal cuore pulsante, In cui la folgorazione della Taranta salentinala fa da padrone: il momento più bello della serata è stato infatti il ballo della “tarantolata”, che secondo tradizione rappresenta una donna morsa da un ragno il cui veleno porta all’isterismo che per essere liberata dal suo male viene esorcizzata attraverso il ballo e la musica frenetica della pizzica. Impossibile star fermi e non lasciarsi trasportare dalla forza scaturita durante l’esibizione, perfettamente coadiuvata con un’orchestra formata da 20 componenti tra cantanti, tamburelli, percussioni, batteria, fiati chitarre e violini diretti da un Einaudi maestro del coinvolgimento, che è riuscito a coinvolgere il suo pubblico in quella tranche tipica della Taranta, in cui il ritmo incessante travolge lo spirito e annebbia la mente trascinando l’ascoltatore in balli sfrenati e canti incessanti. Una ipnosi a cui hanno partecipato tutti, donne, uomini, anziani e bambini, in un atmosfera quasi eterea e carica di forza allo stesso tempo, in cui l’espressione tipica sul volto del pubblico era un gran sorriso.

Una villa Arconati incantata e morsa dal ragno della taranta, in una serata che è riuscita a mantenere viva la memoria del passato agganciandola a ciò che ci offre il presente.

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