Gramellini, Thayil, Celestini per l’ultimo appuntamento di “LETTERATURA”

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Gramellini, Thayil, Celestini per l’ultimo appuntamento di “LETTERATURA”

Questa sera, ultima occasione di “Letterature” la XIedizione del Festival Internazionale di Roma alla Basilica di Massenzio. Tre ospiti d’eccezione: l’autore e attore Ascanio Celestini, il poeta indiano Jeet Thayil e il giornalista e scrittore Massimo Gramellini.

Come per tutti gli incontri il tema d’apertura sarà dedicato a Italo Calvino.  L’inizio previsto per le ore 21.00 sarà introdotto da Eremita a Parigi, appunto, con l’interpretazione musicale di Lahash e la visual art di Olivio Barbieri. Massimo Gramellini proporrà un testo inedito dal titolo “A sogni fatti”. Jeet Thayil, invece, leggerà in lingua originale, “Storia di due città”, che come lui stesso racconta “si tratta di storia di due città, di cui una è semplice, mentre l’altra è molto complessa..”. Mentre Ascanio Celestini leggerà al pubblico il testo inedito “Pro Patria”, che vede come protagonista un carcerato immigrato in un penitenziario romano, “li dove l’essere umano è messo in difficoltà esce la parte più interessante. Intervistare gli ex detenuti mi ha fatto capire che il carcere è un vero e proprio mondo, uno stato, con le sue leggi, i suoi gerghi e linguaggi.” Poco di autobiografico sia per Celestini, a parte la presenza del padre del protagonista “che è mio padre”, che per Gramellini che riporta le email e le storie altrui sia nel suo romanzo che in questo inedito, “sono tre mesi che la gente mi invia pezzi della loro vita, ho capito che dietro ogni persona c’è un grande mistero e una storia così bella che nessun autore con tutta la fantasia del mondo riuscirebbe a immaginare”. Decisamente autobiografico, invece, il libro “Necropolis” dell’indiano Jeet Thayil che si è presentato alla conferenza con degli eccentrici calzini “a buccia di banana”. “Il punto di partenza per ogni mio libro è la morte. Poi credo che il modo migliore per ricordare le persone morte soprattutto quelle povere, di cui non si parla mai è quello di nominarli. Comunque anche se può sembrare una mia autobiografia in realtà è l’autobiografia della città di Bombai, la città dell’oppio.” Conclude il poeta indiano, che dopo una rassegna in India è stato costretto a lasciare il paese per non essere incarcerato.

Conversazioni, incontri, musica, libri, cultura tutto questo e molto altro a quest’ultimo appuntamento del festival Letteratura.

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