Madonna a Milano: la Regina del pop Elogia i fan Italiani.

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Madonna a Milano: la Regina del pop Elogia i fan Italiani.

Alla fine Madonna ha fatto aspettare anche i suoi fan milanesi: similmente a quanto accaduto a Roma lo scorso Martedì, il suo MDNA World Tour, che ha fatto tappa allo stadio San Siro di Milano ieri sera, è iniziato con quasi un’ora di ritardo. Ma nonostante il ritardo, quello che ha presentato Madonna, pi che un concerto, sembra la spettacolare conferma che lei è, in tutto e per tutto, la regina del pop.

Lo show si è aperto con Girl Gone Wild e con le voci dei Kalakan, gruppo artistico scoperto dalla cantante durante i suoi numerosi viaggi. E in un ambiente tetro e oscuro, incarnato da una chiesa e da un grande crocifisso con inciso al centro MDNA, Madonna appare al pubblico in una versione vagamente dark ma pur sempre sexy. Tante le acrobazie compiute dall’artista nell’arco della prima tranche del concerto (Girl Gone Wild, Revolver, Gang Bang, Papa Don’t Preach, Hung Up e I Don’t Give A), e moltissime le emozioni dal suo corpo di ballo. I ballerini di Madonna da sempre sono stati selezionati non tanto per la loro bravura (quella è scontata) quanto per la loro particolarità. E questo è uno dei punti di forza sia dell’artista che dei suoi concerti: le coreografie risultano elaborate e studiate al secondo, il tutto è qualcosa di nuovo, di “non-già-visto”. La seconda parte del concerto si apre con uno dei brani che tutti ci aspettavamo da questo tour. Stiamo parlando di Expresso Yourself, momento in cui entra in scena una banda sospesa, oltre a quella presente sul palco. E la sorpresa più grande è quando intona anche un ritornello molto discusso già dall’anno scorso: questa volta parliamo di Born This Way di Lady Gaga, brano considerato da molti fan un plagio. Ed effettivamente, sentirla cantata da Madonna, quest’accusa acquista un sapore consistente, specialmente se conclude il medley con il ritornello di She’s Not Me. A seguire Give Me All Your Luvin’,e una versione molto gradita di Open Your Heart, cantata assieme ai Kalakan, che l’hanno accompagnata anche durante l’esecuzione di una commovente Masterpiece. Il lavoro grosso di questo concerto è stato fatto per gli interlude: Justify My Love trasforma il palcoscenico in un circo per clown malefici, dalle facce beffarde e da abilità acrobatiche spaventose. E dietro di loro, Madonna nei mega schermi che fugge da quei pagliacci spaventosi, si rifugia in una stanza e da vita ad un delirio erotico che sfocia poi in Vogue. Qui prede vita una passerella di lusso, un’ambientazione elegantissima ma allegorica allo steso tempo, che sotto le note di uno dei brani più celebri dell’artista diventa quel momento che tutti i fan di Madonna hanno sempre aspettato di vedere. Candy Shop si amalgama ad Erotica, seguita da Human Nature ed un gioco di specchi spettacolare, oltre che ad uno spogliarello che la lascia seminuda. E lo spazio al divertimento viene letteralmente negato in uno dei momenti più intensi del concerto. È in Like A Virgin, versione pianoforte, che Madonna si apre al pubblico in una sorta di confessione, come se questo brano di 25 anni fa fosse adesso più attuale che mai.

L’ultimo interlude, Nobody Knows Me, divenuto celebre per le accuse da parte della famiglia Le Pen, rappresentanti dell’estrema destra francese, di diffamazione (nel video appare Le Pen con la svastica in fronte), apre l’ultima parte del concerto con I’m Addicted, I’m A Sinner e quello che è stato forse il momento più intenso di tutto il concerto: stiamo parlando di Like A Prayer, che accoglie sul palco un gruppo gospel che trasforma San Siro in un enorme battito di mani all’unisono, una festa gloriosa di voci e di luci che termina con Celebration.

Tornati a casa si ha come l’impressione di averne avuto abbastanza: Madonna è stata capace di fare de suo meglio, non un errore o un passo falso, una voce che sebbene non una delle migliori è comunque capace di dare molto, tutto grazie ad il suo immenso carisma.

Ed ai suoi fan italiani il ringraziamento più grande:”Grazie per avermi supportata per oltre trent’anni”.

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Gabriele Palella
Gabriele Palella
Milanese, giovane ma già competente in quella che è la sua più grande passione: la musica. Milano. Lavora, compone e produce brani, scrive e partecipa a numerosi e diversi eventi a Milano e dintorni. Di sé dice: "credo in quello che faccio, spinto dalla bellezza e dalla forza della musica che unisce, crea, intrattiene ma, soprattutto, insegna. Io ci credo a questa forza...e voi, in cosa credete?"

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