Il Tradimento Preventivo di Paolo Zagari. L’Altra Faccia dell’Amore

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Il Tradimento Preventivo di Paolo Zagari. L’Altra Faccia dell’Amore

È uscito il 26 maggio 2012 il nuovo lavoro di Paolo ZagariIl tradimento preventivo – Manuale pratico per amare” per la collana Fazi Editore “Le Meraviglie”.

Paolo Zagari, scrittore e autore televisivo, con sarcasmo e una punta di cinismo, ci pone davanti al problema delle coppie moderne, della loro struttura interna e la collisione tra due individualità decise a fare il grande passo da “Io” a “Noi”. Si parte dal primo incrocio di sguardi e si passa attraverso tutti gli sviluppi degli eventi che portano un uomo e una donna – nei casi citati nel libro – a percorrere insieme i passi (falsi) della vita di coppia.

L’amore che troviamo in questo manuale però è un amore distrutto, offeso, sviscerato dall’autore: è demolita l’idea dell’amore che si ha a vent’anni; le rose e i fiori sono calpestati dal profilo sentimentale-romantico descritto da Zagari. Lo scanzonamento propagato per tutto il libro e i pensieri “ad alta voce” ci sbattono davanti una situazione disastrata e forse un po’ fuorviante di ciò che potrebbe essere la nostra esperienza. Se da un lato fa ridere ritrovare se stessi nelle esperienze personali dello scrittore oppure trovarvi teorie interessanti che danno molte risposte, dall’altra questa generalizzazione delle sue vicissitudini, questo pronome “tu” che risuona tra le pagine come a rendere universale le sue verità, irritano.

Le teorie, come quella del bacio o quella degli sms, sono piccoli insegnamenti di cui fare tesoro: qualora il vostro partner dica la parola “spazzolino” voi sarete pronti a reagire, ma vorrei fare un appunto sulla teoria della prima uscita: chi l’ha detto che il cinema “leggero” per la prima uscita è la soluzione ideale? E soprattutto, su quali basi Zagari definisce l’aperitivo “burino” e “vecchio”?

La coppia che è analizzata nel libro potrebbe essere sì lo standard odierno della maggior parte delle coppie nuove o navigate, ma ciò non può essere ricondotto ad un discorso universale: lo stile profetico che in alcuni passi del libro è ben percepibile, rende il discorso velato di un po’ di presunzione, di spavalderia che lasciano l’amaro in bocca, soprattutto a chi, diversamente dall’autore, ha vissuto esperienze totalmente divergenti, sia in peggio che in meglio. Anche le prolungate descrizioni potrebbero risultare esasperate, fino quasi a perdere l’anima ironica.

Si parte a leggere con entusiasmo, divertirsi, per poi essere assaliti dai dubbi, dal risentimento. L’andatura dello scrivere di Paolo Zagari non è costante: in alcune parti sfoggia un umorismo sfrontato mentre, pian piano che si procede con la lettura, iniziano ad affiorare riflessioni più calme; è abbandonata la superficialità e ci si immerge in una psicologia più intrinseca, dove per un attimo si accantona, anche se non del tutto, l’ironia e si passa a un clima più serio, come se dietro le parole si nascondesse una vecchia sofferenza, una piccola ferita che ancora non riesce a lasciarsi andare totalmente al frizzo iniziale.

Passando per le varie fasi di un rapporto, troviamo inevitabilmente la parte dedicata ai litigi, delle varie richieste di matrimonio e ci viene sottoposto un test per scoprire qual è il nostro matrimonio perfetto: un test che parla per stereotipi.

Ecco, la parola chiave è “stereotipo”: il libro descrive gli step moderni dell’amore e dei suoi eventi naturali quali incontro, innamoramento, matrimonio, noia, quotidianità. Non che questo non sia reale, ma rimane sempre fine a se stesso, non dice nulla di nuovo (oltre alla teoria dello spazzolino!), ma ci dà  l’ennesima visione del rapporto di coppia di un ironico scrittore che vuole avvisare le “nuove leve” e dare libertà al suo pensiero, come se avesse una rabbia interiore per la quale l’unico sfogo era scrivere un libro. Ci viene mostrata una sola parte delle molteplici facce dell’amore, quella piena di pessimismo e di perdita di fiducia nel sentimento più misterioso di sempre.

Finito il libro, si rimane un po’ perplessi, confusi e si spera che il proprio partner non dica mai la parola “spazzolino”, solamente per paura di diventare come i “protagonisti” del libro.

Ci si pongono domande quali: “Saremo anche noi così?”.

Mi auguro di no.

di Elenora D’Andrea

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