Lotta tra Festival: Venezia contro Roma

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Lotta tra Festival: Venezia contro Roma

L’Eterna Lotta tra Festival, Vincerà il Leone o il Marc’Aurelio?

Mancano meno di tre mesi alla cerimonia di apertura della Sessantanovesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, programmata per il 29 agosto e – sebbene sia ancora difficile avanzare previsioni plausibili su quali potranno essere le pellicole e i registi che animeranno le giornate al Lido – non c’è dubbio che il 2012 porterà nella città delle gondole numerosissimi cambiamenti per la kermesse veneziana: dopo essere stata per ben otto anni nella mani di Marco Müller, la direzione della manifestazione passa infatti passa ad Alberto Barbera (che già aveva ricoperto questo ruolo dal dicembre 1998 all’aprile 2002).

In questo lungo anno di rivoluzioni festivaliere le polemiche si sono imposte come una vera e propria costante: già in passato era parso piuttosto chiaro che i rapporti fra la storica rassegna del Leone d’Oro e la nuova iniziativa dai natali veltroniani non fossero particolarmente cordiali e distesi, ma le tensioni e le dinamiche sviluppatesi con la partenza di Müller da Venezia e il suo approdo a Roma hanno davvero catalizzato l’attenzione di tutto l’ambiente, andando a coinvolgere anche altre realtà del panorama italiano.

Vincendo le forti resistenze di alcuni componenti del consiglio d’amministrazione capitolino, il “fabbricante di festival” svizzero è infine riuscito a ottenere la direzione del Festival del Film di Roma: “Non potrei essere più felice – ha dichiarato subito dopo la sua nomina – torno dopo ventidue anni nella mia città per lavorare ad un progetto entusiasmante: il nuovo sviluppo, dopo i risultati dei primi sei anni, del lavoro di un festival che vuole aderire sempre meglio ai bisogni di chi il cinema lo fa, di chi lo fa vedere e di chi lo va a vedere”. La speranza è che la manifestazione romana riesca finalmente a trovare una propria direzione e un carattere ben riconoscibile, soprattutto alla luce dell’indiscutibile esperienza del suo nuovo direttore, che sembra intenzionato a dare un nuovo volto al Festival: i rumors sulle possibili rivoluzioni messe in campo si sono rincorsi per mesi, si è ipotizzato che la rassegna si potesse spalmare su un intero mese di programmazione, che si volessero rispolverare i fasti dell’Estate Romana dando vita a una “sessione estiva” con anteprime internazionali ospitate nella splendida cornice della Basilica di Massenzio, fino a immaginare un cambio di location a favore di più sedi a costellare il tessuto cittadino.

In realtà il progetto approvato in cda che dovrebbe concretizzarsi in autunno è molto più ridimensionato e semplice: con l’approvazione dei contratti triennali del direttore artistico e del direttore generale (Lamberto Mancini) e con un bilancio che si aggira attorno agli 11 milioni, il Festival del Film di Roma si svolgerà dal 9 al 17 novembre esclusivamente presso l’Auditorum Parco della Musica.

Ed è stata proprio la collocazione temporale della manifestazione a dare vita a un nuovo scontro che stavolta interessa e coinvolge il Festival di Torino, la bella iniziativa sabauda guidata da Gianni Amelio (con la vicedirezione di Emanuela Martini) che da diversi anni ormai rappresenta un autentico caposaldo per il pubblico e la critica, grazie alla sapiente commistione di sperimentazione, scoperta – con tantissimo spazio dedicato a esordienti e semi-esordienti – e grandi nomi nazionali e internazionali. “Quando Roma a febbraio aveva ventilato lo slittamento in avanti delle date, il Torino Film Festival si era allarmato, i sindaci delle rispettive città si erano parlati e avevano convenuto di mantenere, almeno per il 2012, “le bocce ferme”. E qui, al Torino Film Festival, abbiamo ufficializzato le date, aperto le iscrizioni, diramato gli inviti. Adesso, dopo due mesi di battibecchi e scontri tutti romani, di artata disponibilità e sotterranea noncuranza, si torna dritti indietro, al punto di partenza.”: sono queste le parole utilizzate nel comunicato stampa ufficiale diramato dalla direzione del festival torinese, che si svolgerà regolarmente dal 23 novembre al 1 dicembre. Sarebbe stato molto difficile però per Roma mantenere le date di ottobre ha spiegato il presidente della Fondazione Cinema per Roma Paolo Ferrari, che in una lettera al ministro Ornaghi ha attributo la colpa di questo inconveniente al ritardo accumulato nel corso dei mesi fra la nomina del nuovo direttore e la definitiva partenza dei preparativi della kermesse: “abbiamo offerto a Torino addirittura uno spot per pubblicizzare il loro festival nelle nostre sale. Purtroppo ci sono soltanto sette giorni di distanza tra noi e loro. In Canada del resto – sottolinea il presidente di Cinema per Roma – la rassegna di Montreal finisce il 3 settembre e quella di Toronto inizia il 6, appena tre giorni dopo” ha concluso.

Nel frattempo al Lido Alberto Baratta continua a lavorare alacremente alla sua rinnovata esperienza veneziana e recentemente ha dichiarato che proseguirà il lavoro di rinnovamento del Palazzo del Cinema: “Quest’anno verrà sistemato l’avancorpo, la Sala Volpi trasferita al Casinò, così da lasciar spazio a un vero foyer. Rifaremo anche le Sale Zorzi, Pasinetti e Darsena. E vareremo un mercato. Anche se per soli cinque giorni, perché poi incombe Toronto. L’abbiamo presentato a Cannes e in molti si sono già prenotati” ha dichiarato recentemente in un’intervista.

Il Leone d’Oro alla carriera verrà attribuito quest’anno a Francesco Rosi in occasione della proiezione della copia restaurata de Il caso Mattei (restauro realizzato dalla Film Foundation di Martin Scorsese, in collaborazione con Gucci) e il consiglio d’amministrazione presieduto da Paolo Baratta ha già deciso chi presiederà la Giuria di Orizzonti (l’attore Pierfrancesco Favino) e quella del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” (il regista e produttore indiano Shekhar Kapur): sarà Michael Mann invece il presidente della Giuria della Sessantanovesima edizione e per il regista statunitense è la prima volta che ricopre questo ruolo.

Che dire, le premesse per un’ottima stagione festivaliera sembrano esserci davvero tutte.

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