Bram Stoker e Il Mistero del Mare

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Bram Stoker e Il Mistero del Mare

Il mistero del mare di Bram Stoker

 

Il nome di Bram Stoker è, da sempre, associato a Dracula, uno dei più grandi romanzi dell’800. Un’avventura ambigua e misteriosa avvolta nelle tenebre, una creatura della notte capace di infestare i sogni di ogni lettore, un giovane uomo costretto a rimanere intrappolato nel limbo dei non morti. Un romanzo, dunque, che avrebbe fatto (e farà sempre) innamorare chiunque sia disposto a lasciarsi coinvolgere nella fosca Londra vittoriana. Dracula, quindi, costruì la fortuna del suo autore in modo talmente spropositato da fare ombra sulle sue altre (grandi) realizzazioni. In un angolo della sua smisurata produzione, era finito anche Il mistero del mare, un’opera interessante e coinvolgente, rimasta inedita in gran parte del mondo e, finora, anche in Italia. A cento anni dalla morte dell’autore, però, la Nutrimenti edizioni ha deciso di pubblicare l’opera, affidandone la traduzione a Mirko Zilahi de’ Gyurgyokai, studioso e traduttore di autori irlandesi.

Bram Stoker

Archibald Hunter, un uomo apparente comune, scopre, suo malgrado, di essere un Veggente, una persona benedetta con il potere di prevedere il futuro e di comprendere i segreti più intimi della terra. Durante una tempesta, il protagonista conosce (e si innamora di) Marjory, una giovane americana forte ed intelligente, nobile erede della stirpe di Sir Francis Drake, cui chiede aiuto per la realizzazione della sua ardua missione: cercare un antico tesoro che lo Stato Pontificio, alla fine del sedicesimo secolo, aveva destinato alla corona di Spagna per conquistare l’Inghilterra e convertirla al cattolicesimo. Con l’aiuto della fanciulla, Archibald dovrà riuscire ad interpretare scritture arcane ed enigmatiche, cercare di non cadere negli inganni del destino (o di chi ne fa le veci) e, soprattutto, evitare di non morire nei rapimenti e nelle numerose battaglie in mare.

Il mistero del mare di Bram Stoker si configura ben presto come un romanzo coinvolgente ed avventuroso in cui la dimensione onirica e quella reale, la magia nera e la realtà bianca, il passato e il presente, si (con)fondono in modo indistinguibile. Grazie alle parole di Arthur, infatti, il lettore viene introdotto in un universo in cui “passato, presente e futuro sembrano mescolarsi in un assurdo, caotico sogno vorticante dalla cui massa all’improvviso idee e pensieri sembravano di volta in volta esplodere in ogni direzione, come le scintille del ferro bollente sotto il martello”. Un’opera magica, dunque, che regalerà al pubblico italiano la possibilità di conoscere più a fondo la maestosità di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi.

 

Martina Calcabrini

 

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