Project X – Una Festa Che Spacca

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Project X – Una Festa Che Spacca

Project X – Una festa che spacca

Il regista di “Hangover”  produce una festa selvaggia, questa volta per gli adolescenti.

Sinossi:

Project X  segue le vicende di tre apparentemente anonimi studenti ed il loro tentativo di costruirsi una reputazione. La loro idea è tutto sommato innocente: organizzare una festa indimenticabile… purtroppo però non sono preparati per questo tipo di festa. La voce si sparge in fretta tra sogni spezzati, record abbattuti e leggende che nascono.

Project X è  una lavagna vuota intrigante, una sorta di oggetto d’arte grezza su cui gli spettatori possono proiettare qualunque sentimento abbiano nei confronti dei teen ager.

In tal senso, questa strana collaborazione dei produttori Todd Phillips e Joel Silver, offre una curiosa pietra di paragone culturale/generazionale e anche politica, un film che affascina una parte del pubblico  liceo/college  che il film raffigura/rappresenta ed enfatizza, così come in alternativa oltraggi, confonda e disgusti altri( il pubblico presumibilmente più anziano).
La prima questione posta da questa action painting di irresponsabilità è  quale sia il fattore “motivante” nella sceneggiatura.
Come tanti altri film di questo genere, è la necessità urgente,  in particolare dei “dorky guys” di scopare.
PARENTESI:
Allora vediamo qual’è la definizione di Dorky Guy guardando questa foto:
  1. Bruttino;
  2. Vestito male;
  3. Sfigato;
  4. Magrissimo o flaccidissimo;
  5. Non molto sveglio;
Forse Todd Phillips il nuovo “King of Comedy”, in seguito  ai risultati commerciali di Una notte da leoni (35 milioni di dollari di budget per 467 milioni di incasso worldwide), si sarà convinto di essere la reincarnazione moderna di Re Mida.
Sta di fatto che il tocco magico di Todd Philipps traina al botteghino Project X – Una festa che spacca, superando i cinquanta milioni di dollari solamente negli Stati Uniti,  trasformandolo in un progetto economicamente vincente. Così come vincenti, diventano i Dorky Guys (di cui sopra) a suon di Ecstasy, Alcol, Piscina, Nani, Fuoco, Sesso e ovviamente un immancabile cane.
Un risultato che Il Re della nuova commedia irriverente Todd Phillips, sapeva fin dall’inizio di non poter assolutamente mancare. Infatti, con la collaborazione di Nima Nourizadeh alla regia ed un cast di giovani esordienti, il produttore di Una notte da leoni ha messo in scena lo spettacolo giusto destinato ad attrarre l’attenzione di un pubblico preciso e anagraficamente ben definito.

Negli ultimi anni abbiamo avuto  film di supereroi (Chronicle), thriller apocalittici (Cloverfield, Monster), sci-fi alternativi (District 9) e un sacco di film horror.

Ma Hollywood non può resistere a una formula collaudata, e così questa commedia si sottopone al trattamento “found footage” a forma di Project X.

Girato nello stile del ‘found footage’ anche Project X, è stato presumibilmente messo insieme da clip amatoriali registrate dalle festaiole/comparse sulle loro videocamere e telefoni cellulari, gentilmente donati dal regista Nima Nourizadeh, come dimostrano l’uso frequente di slow motion e la fotografia subacquea. Il cameraman principale è invisibile, e questa risulta essere, a mio avviso, l’idea più efficace del film, se vogliamo considerarla un’ “idea brillante”, per sottolineare il rapporto tra diegesi filmica e narratore onnipresente/onniscente (regista).

 

Nima Nourizadeh firma il film di debutto dirigendo un cast di esordienti selezionati con provini che si sono svolti in tutto il paese. Todd Phillips ( “Una notte da leoni”  e “Una notte da leoni 2” ) è il produttore del film insieme a Joel Silver, Scott Budnick, Andrew Ronam, Alex Heineman ed il produttore esecutivo Marty P. Ewing. La sceneggiatura è di Matt Drake e Michael Bacall (“Scott Pilgrim vs. The World”), tratto da un racconto di Bacall.

Gli interpreti di Project X sono Thomas Mann, Oliver Cooper, Jonathan Daniel Brown, Dax Flame, Kirby Bliss Blanton, Brady Hender, Nick Nervies, Alexis Knapp e Miles Teller (“Footloose”).

 

Che dire di più, Project X è un avvertimento per i genitori e per la polizia di ogni parte del mondo, e anche per il botteghino. Che non sia la strada giusta da percorrere per salvare anche il cinema nostrano? Speriamo di….

 

 

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Valentino Cuzzeri
Valentino Cuzzeri
Appassionato delle potenzialità dei nuovi media e la loro scientifica misurabilità, intraprende una carriera accademica incentrata sul Digital World. Fermamente convinto che il web rappresenti la nuova frontiera nell’ambito della comunicazione e dei Brand, inizia la propria esperienza lavorativa collaborando come consulente con alcune delle più grandi agenzie di comunicazione e marketing non convenzionale.

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