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Negramaro al Mediolanum Forum di Assago, la Recensione di Four Magazine.

A pochi mesi dall’ultima data in Lombardia, Milano torna a bruciare sotto il fuoco made in Salento dei Negramaro. Un quasi sold out quello di ieri al Mediolanum Forum di Assago per celebrare la band capofila nelle classifiche del pop italiano, che regala ai suoi fan più di due ore di live in cui Giuliano fa quello per cui è più portato: catalizzare l’attenzione, trasformando un semplice susseguirsi di brani in un turbinio di emozioni, un momento celebrativo e di denuncia urlato a squarciagola da un palazzetto in pieno delirio. E’ quasi impossibile  non accorgersi di quanto i Negramaro siano diventati più consapevoli di loro stessi: una crescita percepita già dall’ascolto di “casa 69” il loro ultimo album, dal sapore più maturo e internazionale, lo stesso trovato durante il live tra un acuto trascinato e melodie incalzanti, coronate da parti strumentali mozzafiato ( utilizzate per la colonna sonora del film Vallanzasca) e da un Sangiorgi in grado di tenere in pugno il suo pubblico. Le canzoni sono tutte riarrangiate, forti e coinvolgenti, “Londra Brucia” “Mentre tutto scorre” e “Via le mani dagli occhi” entrano nelle viscere e fanno venire voglia di cantare a pieni polmoni, “Un passo indietro”, “Tre minuti” si sentono sulla pelle e con “Meraviglioso” la voglia di sorridere e di spensieratezza si fa irrefrenabile. Tutti i volti di questa poliedrica band vengono fuori senza indugi, e Giuliano ne è consapevole, calandosi a volte troppo nel suo personaggio fino a risultare tracotante di narcisismo e amor proprio , prima  citando lo sgombro del Macao e la piaga dei padri di famiglia suicidi soffocati dal cappio della crisi in maniera superficiale e alla volemose bene, con quell’aria da bohemien radical chic che fa tanto intellettualepoliticamente impegnato, e poi facendosi issare su una piattaforma durante “Apollo 11”. Ma gliele perdoniamo, perché in cambio ci regala un arrangiamento di “Basta Così”da togliere il fiato, con un inizio in acustica al pianoforte che esplode con una forza disarmante durante il ritornello, a cui è impossibile opporsi e che vieta di star fermi. Il concerto si chiude con “”, uno dei cavalli di battaglia della band.

Seguono applausi a non finire, ma il gruppo non ha voglia di scendere dal palco, vuole guardare il suo pubblico e ringraziarlo “cu tutto lu core”. Ancora applausi e urla, le richieste di bis si sprecano: ma ormai è tardi, e i Negramaro rientrano dietro le quinte, lasciando il palco vuoto e le nostre gambe che ancora tremano.

Foto di MariaVittoria Scoditti

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