Intervista ad Eva, Storica Cantante dei Prozac +
“Duramadre”è il primo album da solista

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Intervista ad Eva, Storica Cantante dei Prozac +
“Duramadre”è il primo album da solista

E’ uscito il 30 aprile “Duramadre”, il primo disco da solista di Eva, storica voce dei Prozac +. La produzione artistica è firmata da Max Zanotti (ex Deasonica) ed è distribuito da Halidon. Cantante, compositrice, autrice e dj, Eva ritrova in questo disco la voglia di spaziare tra i generi, riscoprendo sonorità più melodiche e complesse, spaziando dal rockabilly allo swing, passando dalla ritmica sperimentale affiancata a quartetti d’archi, senza mai dimenticare la sua radice electropunk. “Duramadre” è un viaggio emozionale attraverso la sua storia, permeato dalla voglia di sperimentare di volta in volta le potenzialità dell’arte musicale nelle sue varie vesti, attraverso l’utilizzo della voce, lo studio strumentale e la stesura dei testi. Una grande scommessa, raccontata in esclusiva per noi.

Come mai hai deciso di intitolare l’album “Duramadre”?

Avevo già completato l’album quando ho scelto il titolo, non è stata una cosa immediata. Mi è venuto in mente di notte, mentre navigavo tra vari pensieri, e mi è sembrato perfetto. “Duramadre” è prima di tutto un termine medico, è una fondamentale membrana che protegge il sistema nervoso nel suo insieme, una denominazione che mi ha affascinato fin da subito. Ma una duramadre è anche la vita, vista come una matrigna dura e severa, che educa attraverso il dolore. Due definizioni in netta contrapposizione tra loro eppur complementari nell’esprimere concetti di protezione, forza, educazione, crescita ed esperienza. Il mio disco rappresenta esattamente questo, ogni traccia porta verso una destinazione comune, anche se non è nato come concept album.

A quando risalgono le canzoni?

Le ho scritte nell’ arco di tre anni, in un periodo nero della mia vita sia a livello personale che a livello artistico. Ero in un momento di pura catarsi, mi sentivo annichilita e negazionista, non riuscivo nemmeno ad esprimermi, sentivo la mancanza del palco e l’esigenza di scrivere finalmente qualcosa di mio. Scrivere mi ha aiutato a fissare su carta i miei stati d’animo e a razionalizzarli, mi ha aiutato a superare giorni difficili.

Un disco autobiografico quindi..

Si, è un analisi introspettiva che rispecchia però anche le esperienze di tante altre persone, mi piace l’idea di raccontare me stessa e attraverso me raccontare tutti noi. E’ quindi facile immedesimarsi in queste canzoni, ognuna è un quadro a sé, descrive lo spazio di un

momento o di un periodo, uno stato d’animo e la sua esplorazione, la rabbia, la delusione, il dolore, il sogno… in una parola la vita

E qual è quella che ti rispecchia di più?

In realtà è come chiedere a una madre di scegliere quale sia il suo figlio prediletto. Le sento tutte mie nello stesso modo, ognuna descrive una parte di me o della mia storia. Sono molto orgogliosa di questo album, ho curato tutto nei minimi particolari, ho disegnato anche la copertina!

Cosa ti ha influenzato di più a livello musicale? C’è un gran salto rispetto ai Prozac +

Non c’è un genere o un gruppo solo che mi influenza, faccio prima a dirti cosa non mi piace..l’house e il metal non li ho mai digeriti. Ed è vero, mi sono abbastanza distaccata dallo stile dei  Prozac + , ma nel gruppo utilizzavo la mia voce come strumento, non ho mai scritto o composto con loro. In “Duramadre” mi sono sentita più libera di esprimere me stessa. Sono  cresciuta a rock e musica classica e adesso frequento il Conservatorio di Adria nella sezione canto e jazz, in modo da avere sempre un bagaglio melodico e una grammatica musicale

che mi permettano di avere più agilità nella scrittura. E’ per questo che ho deciso di non mettere nella scaletta del tour brani dei Prozac +, non avrebbe senso

Ecco appunto il tour; puoi darci qualche anticipazione sulle date?

In realtà ne so più o meno quanto te, il tour partirà a Giugno e probabilmente non ci spingeremo oltre il Lazio per motivi logistici, ma non abbiamo ancora deciso quali città toccheremo, è ancora presto.

Duramadre

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