David e Cannes: il Cinema Come Ponte tra Italia ed Europa

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David e Cannes: il Cinema Come Ponte tra Italia ed Europa

I David di Donatello e il Festival di Cannes, Due Realtà Lontane. Italia ed Europa Possono Trovare una Via d’Incontro ?

Maggio è un mese evidentemente importante per il cinema. Arriva l’estate, si fanno i primi conti con l’anno. E poi ci sono due chiavi di volta non indifferenti: il cinema italiano mette il punto e va a capo col David di Donatello, quello mondiale si trasferisce sulla sua più grande vetrina, il festival di Cannes. E le differenze, soprattutto culturali, vengono fuori con grande evidenza.

I principali premi del cinema italiano, i David di Donatello che saranno assegnati il 4 maggio, sono a tutti gli effetti assimilabili agli Oscar, essendo assegnati dagli operatori del settore cinematografico e per l’annata 2011/12 hanno deciso di concentrarsi su 3 pellicole precise: Romanzo di una strage di Giordana che con 16 nomine è candidato praticamente dappertutto, Habemus papam di Moretti che segue a 15 e poi This Must Be the Place di Sorrentino, la cui poco amata trasferta americana conquista comunque 14 candidature. Staccati i Taviani di Cesare deve morire (8) e Crialese con Terraferma (3); oltre a questi, candidati come miglior film, c’è ACAB di Sollima con 6 nomine.

Concentrarsi su soli tre film, quelli che al di là dei giudizi di merito e qualità sono quelli dal maggior respiro internazionale, dà l’idea del tentativo dell’Accademia di emancipare il cinema italiano dalle secche provinciali degli ultimi 2-3 anni di dominio comico o commediante, già in declino comunque; ma anche, della limitatezza della proposta e dell’impossibilità del cinema italiano, senza l’immediata riforma e restaurazione della sua industria. Posto che i film nominati siano realmente i migliori film italiani dell’anno – e ci sono buone probabilità che sia vero -, il problema è che i nomi di attori e autori siano giocoforza gli stessa. Non c’è un mondo cinema, e se c’è è limitato, soprattutto vede da parte dell’istituzione la ghettizazione della novità, del ricambio: esiste una categoria dedicata agli esordienti, e da lì Sollima, Segre, Rohrwacher, Lombardi e Bruni non si muovono. Ne è ulteriore prova la nomination alla regia per Ferzan Ozpetek con un film come Magnifica presenza che è piaciuto poco, anche agli stessi giurati, vedendo come è stato trattato nelle altre categorie, pressoché ignorato, come se Ferzan ormai fosse un alfiere che non può mancare. La buona notizia è che con molta fatica si sta ritagliando uno spazio il cinema che cerca di parlare del reale, dell’Italia e degli italiani.

I CANDIDATI AL DAVID DI DONATELLO 2012

Tutt’altro tenore è la rassegna di Cannes: sia chiaro, non si vuole forzare il paragone tra un festival e una premiazione, né confrontare una manifestazione mondiale con uno che si occupa dell’Italia. Ma semplicemente pensare al modo in cui il cinema è inteso in Italia e in Francia – il luogo forse al mondo dove si ama di più il cinema – e capire se la settima arte possa fungere da legame per la costruzione di un’Europa, almeno culturalmente, unita. In concorso a Cannes ci saranno Anderson, Cronenberg, Haneke, Kiarostami, Loach, Salles più il meglio del cinema francese come Audiard e Resnais; il fuori concorso è limitato a pochi titoli, tra cui il nuovo di Miike, mentre nelle sezioni parallele si può notare il meglio dei fermenti cinematografici contemporanei in giro per il mondo, tra i quali attendiamo con ansia 7 dias en La Habana, opera collettiva di vari registi tra cui Cantet, Del Toro, Suleiman. Il cinema è quindi respiro internazionale, voglia di conoscere, capire, sondare non solo fatti o luoghi, ma soprattutto linguaggi: può l’Italia partecipare a questa ricerca culturale, che quindi si riversa in ogni settore, che potrebbe essere uno dei passi decisivi per la creazione di un’Europa davvero unita?

I film nostrani alla Croisette saranno, nella selezione ufficiale, 3: Reality (ex-Big House) di Garrone in concorso, Io e te di Bertolucci fuori concorso e Dracula di Dario Argento come film di mezzanotte. Tre tra gli alfieri del cinema italiano moderno nel mondo, un maestro, un nuovo grande autore e un ex-genio ora poco più che un clown che però sa ancora attrarre attenzione. Le premesse ci sono, tanto più che presidente della giuria cannense sarà proprio Nanni Moretti: ma all’industria, di questi prodromi di un’apertura non autarchica frega molto poco. Tolto il film di Argento, che in Italia incassa ormai molto poco, quando esce, e non possiamo farne una colpa certo agli spettatori, Reality e Io e te (tratto da Ammaniti) erano previsti in sala proprio per maggio, rispettivamente il 4 e 11 maggio, a ridosso della grancassa mediatica del festival. E invece no, per chi gestisce il cinema italiano (si legga 01 Distribution e Medusa), i film possono uscire tra ottobre e aprile, altrimenti arriva l’estate. E poco importa se si creano stagioni sempre più compresse, schizoidi, ingestibili dagli stessi spettatori che infatti diminuiscono, chi se ne frega se i film si sacrificano contro altri film provenienti dall’America o dalla stessa Italia, a chi interessa tenere un film in una sala per 4, 5, 6 settimane se non di più, quando si può tenere per due, e cambiare continuamente film?

La risposta, non retorica, è allo spettatore. Che spenderebbe meno soldi ma per più tempo, anziché sperperare il “fondo divertimento” in un tempo ristretto e con una scelta ristretta. Ma per i distributori e i produttori forse vale il motto pochi, maledetti e subito.

IL SITO UFFICIALE DEL FESTIVAL DI CANNES 2012

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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