George Harrison-Living in the Material World di Martin Scorsese

Top Ten Videogiochi Settimana dal 9 al 15 aprile
23 Aprile 2012
Più Libri Meno Prozac
24 Aprile 2012

George Harrison-Living in the Material World di Martin Scorsese

Scorsese Compone un Monumentale Saggio sul Chitarrista dei Beatles e sulla Sua Anima.

HandMade Films si chiama la compagnia di produzione fondata da George Harrison. Significa fatto a mano, artigianale. E’ una sorta di dichiarazione d’intenti del chitarrista dei Beatles: la fa sua Martin Scorsese che attraverso interviste, foto e filmati inediti racconta la vita e le opere di Harrison nel monumentale George Harrison-Living in the Material World, documentario che nel raccontare la figura dell’artista, ne analizza le pieghe, le facciate allargandosi anche al mondo che la circonda.

Dalla formazione dei Beatles alla morte nel 2001, il film percorre 50 anni di vita e arte, di musica e amicizie, filtrate soprattutto tramite la spiritualità indiana conosciuta tramite gli insegnamenti di Ravi Shankar e Maharishi Manesh Yogi. Scorsese mette insieme, tra ordine cronologico e associazione di idee, un fondamentale saggio audio-visivo su uno degli artisti musicali più rappresentativi del dopoguerra, che oltre a raccontare un percorso biografico scava e riflette sulla sua ispirazione, su ciò che c’era dietro e intorno.

Contrappuntato da All Things Must Pass (tutto deve morire), vero e proprio mantra da ripetere “fino alla morte”, il film ha l’ambizione di racchiudere in 4 ore circa 50 anni di vita, attraversandone tutti gli aspetti e concentrandosi su quello che più di tutti ha segnato la storia di Harrison e del suo mondo, la religione, la spiritualità, il rapporto tra meditazione e musica: Scorsese entra dentro Harrison, dentro i suoi segreti senza un briciolo di sensazionalismo, anzi con tutto il pudore del mondo, per cercare di svelare una personalità creativa e mistica, alternando con precisione la singola canzone, il minimo gesto e il quadro generale che c’è dietro.

Dalla swingin’ London al rifiuto del “mondo materiale”, il film è in definitiva e allo stesso tempo un incredibile saggio che riesce – come solo i grandi documentari artistici sanno fare – a scavare dentro il processo creativo, dentro la nascita di canzoni come Here Comes the Sun, un libro di immagini, fotografie e ricordi di un uomo e, con la riunione di tutti i suoi più grandi amici, da Paul McCartney e Ringo Starr a Jackie Stewart, dalla compagnia Olivia fino a Terry Gilliam e i Monty Python, una veglia funebre appassionante, divertente e sincera sul corpo sereno e luminoso di un artista che seppe dare una forza intima alla parola popolare.

Comments on Facebook
Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

Comments are closed.