Intervista ad ALESSANDRO D’AMICO Giovane stilista emergente

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Intervista ad ALESSANDRO D’AMICO Giovane stilista emergente

Personalità spumeggiante, occhi vispi e uno stile inconfondibile. Alessandro D’Amico è un giovane stilista Brindisino che in appena 3 anni è riuscito, con il suo talento a farsi strada nei meandri del fantastico e tanto ambito mondo della moda. Il suo stile ed il suo estro, hanno fatto si che, grazie alla presentazione della collezione “MULIER” al Lecce Fashion Week End , sia stato notato ed apprezzato da buyer internazionali. Alessandro, dopo essersi diplomato allo IED ha curato la direzione artistica del concorso per giovani emergenti del premio “Federico II” negli anni 2006, 2007 e 2008. Nel 2010 ha coronato il suo sogno di aprire un atelier e lavorare ai suoi progetti nella sua città natale, Brindisi.In un caldo pomeriggio di marzo, in mezzo ai suoi impegni, è riuscito a dedicarmi 2 minuti del suo tempo per farsi conoscere dai lettori di Four. Vediamo com’è per un giovane ed ambizioso 25enne farsi spazio e farsi notare in un mondo chiuso come quello della modaQuello che ho notato durante un pomeriggio passato con lui è quanto ci tenga al suo team ed alle persone che ha accanto, quanto questo giovane ragazzo rimanga con i piedi per terra e gestisca in modo magistrale tutte le situazioni che gli si prospettano e quanto ami in modo viscerale la sua città.

Quali problemi hai trovato come giovane creativo nello start up della tua azienda?

Diciamo che il periodo storico non è dei migliori per noi designer. Purtoppo c’è poco spazio per i giovani.. Vogue ha delle iniziative molto interessanti, in quanto instituisce dei concorsi come il MOS e  il WHO IS ON NEXT, che sono dei veri e propri trampolini di lancio. Mentre il primo è istituito da Vogue in collaborazione con IED, e quindi di stampo accademico, Il secondo è in collaborazione con Alta Moda Roma, riguarda solo le aziende specializzate,ed è il concorso al quale partecipo in questo momento.

Ricordi il primo abito che hai disegnato?

Il primo non lo ricordo. Ho iniziato da piccolo, con mia mamma che mi sgridava perché creavo abitini da sposa per le Barbie delle mie sorelle con i centrini da tavolo. Abitini fatti di tessuti pregiati!

Ci racconti il processo creativo che c’è dietro una collezione?

E’ la cosa più bella, si parte da un mood d’ispirazione, ed è tutto quanto una scoperta. L’inspirazione viene in qualsiasi momento. Può venire dal testo di una canzone, o da un quadro, o un accostamento di colore molto particolare. Quindi provo a raccontare qualcosa. Getto di pugno un paio di pezzi, generalmente di notte, ridisegno la collezione, e poi si passa alla messa in piano. Il prodotto viene studiato, pensato nel carta modello. Viene poi fatto lo sviluppo delle taglie nel momento in cui il carta modello diventa prototipo e c’è lo sdifettamento del capo su una taglia standard di una modella.

Secondo te i giornalisti sbagliano a raccontare le collezioni, banalizzandole e raccontandole in modo superficiale?

Il giornalista non fa altro che trasportare la notizia. Io personalmente a volte non leggo neanche le recensioni dei giornalisti dopo una sfilata, perché non sono attenti a quello che stanno guardando ma sono attenti più che altro alla releas scritta, standard.  Preferisco leggere le recensioni fatte da giornalisti che si occupano di moda, ne capiscono, e non si fermano alla sola realise, ma scrivono le recensioni in base a quello che pensano. Togliamo il “quanto sei bravo”, e cerchiamo di stimolare i talenti che ci sono.

Cosa vorresti che emerga dalle tue collezioni?

Penso di tradurre bene quello che vorrei venga fuori. Mi diverte sentire le diverse interpretazioni fatte soprattutto dagli spettatori delle mie sfilate. Apprezzo la loro voce, xchè realmente riesco a capire di trasmettere qualcosa. La soddisfazione più grande avere il riscontro del popolo, sia in positivo che in negativo, per riuscire a migliorare sempre di più ciò che faccio.

Cosa ti ha dato in termini di visibilità partecipare al Lecce Fashion Week End?

E’ stato una scoperta, grazie al Lecce fashion week end ho conosciuto la mia Coach, perché anche noi stilisti abbiamo un coach, non lo sapevo neanche io. Ci ha portato tanti contati. Mi ha portato alla partecipazione a questo concorso, WHO IS NEXT.  Ho la fortuna di avere uno splendido team, fatto di persone affidabili e grandi lavoratori, che mi sostengono e mi sono sempre vicino. Mi sento sicuro soprattutto perché so che ci sono loro.

Progetti per il futuro?

Per quanto riguarda la collezione moda abbiamo dei contatti con alcuni buyer per far arrivare la collezione in qualche showroom di Milano e quindi ampliare i nostri confini, pur rimanendo con la produzione a Brindisi. Per quanto riguarda la collezione Sposa il 3 giugno ci sarà la presentazione della nuova collezione, con Buyer internazionali, giornalisti e stampa nazionale e spero di dare grande visibilità anche alla mia splendida città.

Photo di Noemi Savina.

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