Fotografia di strada? Con Google Street View si fa da casa

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Fotografia di strada? Con Google Street View si fa da casa

Nell’ Inghilterra degli anni 60 i giochi da tavolo spopolavano portando l’emozione del gioco e del divertimento a casa. Quei giochi, così sorpassati sono stati più che mai profetici. Nell’epoca dell’anywhere/anytime si può essere fotografi di strada direttamente da casa.

Nel 1954 usciva “La finestra sul cortile” di Hitchcock, dove il protagonista Jeff, costretto su una sedia a rotelle, inizia a osservare e fotografare i vicini.  “Siamo tutti un po’ voyeur, tutti vogliamo vedere la signora della finestra di fronte nuda”. Spiega lo scrittore Geoff Dyer, durante il terzo appuntamento di Incontri di Fotografia, di ieri, 12 Aprile, al Macro di Via Nizza a Roma.

Stay-at-home Street Photography“, ossia l’arte di fotografare frammenti di realtà attraverso Google Street View dal proprio computer, viene spiegata dallo scrittore inglese, che afferma: “Il mondo di internet cambia il concetto di sguardo anche per i fotografi”. E da Militos Manetas che risponde: “L’autore della street view, è un autore non umano. Il vero artista del nostro tempo è l’intelligenza artificiale”.

Nel 2011 Michael Wolf ricevette una menzione speciale al World Press Photo Awards per un lavoro derivato da Google Street View, suscitando moltissime polemiche, al punto tale di non essere più considerato come un vero fotografo.

Wolf tenta di riprodurre l’occhio umano con questo meccanismo”, dice Valentina Tanni, in effetti il fotografo/artista seleziona quelle immagini che l’obiettivo indiscreto di Google Street View ha catturato casualmente. “Scatti accidentali, casuali, come la morte stessa”, Dyer Geoff, chiude così la conferenza, dopo un excursus su questa sfida per la fotografia di strada operata da Michael Wolf, prendendo in considerazione il lavoro di fotografi come John Rafman e Doug Rickard.

Lo sguardo indifferente di google street view registrava incidenti spiacevoli, alcune volte non veniva notata, altre volte si, sollevando reazioni, come un dito medio alzato nei confronti dell’obiettivo”.

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