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Intervista a Erica Mou

Erica Mou Chiacchiera con Four Magazine Dopo il Suo Concerto Romano

E’ allegra, fresca, forse un filo emozionata Erica Mou dopo il concerto del 26 marzo al Teatro Parioli ‘Peppino De Filippo’ di Roma: ha appena incontrato i fan, parlato con loro. Ed è piacevole sentirla ancora carica come sul palco, dove ha presentato il suo album E’ nella nuova versione dopo il successo di Nella vasca da bagno del tempo a Sanremo Social.

 

Erica , a Roma è in un certo senso partita la tua strada musicale: che effetto fa tornarci dopo che molto più pubblico ormai ti ha scoperta?

E’ bellissimo: da Roma in pratica sono partita coi concerti, qualche tempo fa, e questa è la mia prima serata qui col nuovo tour dopo il Festival. E con Majiker, quindi con lo spettacolo al completo. E’ davvero emozionante e sono contentissima, perché Roma incute sempre un certo timore reverenziale, e anche il Parioli è un posto stupendo per suonare.

Il tuo spettacolo ha un carica ipnotica, in un certo senso, notevole. E’ qualcosa a cui hai pensato, anche dal punto di vista visivo e scenico, o è istintiva come i tuoi siparietti sul palco?

Dipende molto da ogni serata: le luci cambiano di teatro in teatro, di luogo in luogo, e anche il tipo di palco cambia quindi ci dobbiamo adattare. Ma credo soprattutto che l’effetto venga fuori dal pubblico, che è diverso in ogni concerto e crea l’atmosfera giusta per questa ipnosi.

Dopo il concerto, oltre a incontrare il pubblico e a firmare autografi, aiuti anche nella vendita dei dischi, del merchandising: come si fa a evitare che il successo ti travolga e limiti il contatto coi fan?

Non so bene quale sia la soglia dell’inevitabilità di questo fenomeno. Lo faccio finché si può, e spero si possa sempre: non perché, ovviamente, non mi auguri di venire travolta dal successo, ma spero di riuscire sempre ad avere questo contatto diretto con la gente. Anche perché penso che ricevere il disco dalla mano di chi lo fa, faccia capire a chi lo compra che fare un disco è veramente produrre qualcosa, è tangibile. E fa del bene.

Uno dei parametri per capire la bellezza di un concerto è che vorresti subire sentire le canzoni successive di quell’artista. Quando potremo sentirle le tue?

Spero presto. Io non vedo l’ora di farle sentire. Sto lavorando per questo e spero di riuscirci a breve. Mi auguro, ovviamente, che questo disco E’ abbia una lunga vita, però nel frattempo mi sto portando avanti con l’album che lo seguirà. Sicuramente voi di Four Magazine ne sarete aggiornati.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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