Four Magazine Incontra Marco Carta
“Necessità Lunatica è il suo nuovo album per Warner Music

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Four Magazine Incontra Marco Carta
“Necessità Lunatica è il suo nuovo album per Warner Music

Intervista Esclusiva con Marco Carta – Stay Tuned

Four Magazine l’ha incontrato a Roma per un intervista esclusiva e ha voluto sapere qualcosa di più su questo suo nuovo lavoro!

Marco Carta intervista

Marco Carta intervista

Dopo la sua prima vera pausa di riflessione , il 10 Aprile torna Marco Carta, con il nuovo album “Necessità Lunatica” per la Warner Music. Già uscito in rotazione in radio e presentato nella prima serata del serale di “Amici” ,il primo singolo estratto “Mi hai guardato per caso”, una ballad romantica. L’amore è il tema dominante di tutto il disco, che passa da dichiarazioni d’amore (anche per la mamma scomparsa quando aveva  10 anni con la commovente “Ti voglio bene”) ad ironici pezzi con echi anni ’60. Il cantante originario di Cagliari probabilmente non avrebbe mai creduto di trovarsi dove è oggi, dopo il licenziamento dal suo ennesimo lavoro di parrucchiere nel 2007 per venire a Roma a fare il provino di “Amici”, con un quarto album in uscita, tantissimi premi e  riconoscimenti, la vittoria del Festival di Sanremo e soprattutto tantissimo affetto. Four Magazine l’ha incontrato a Roma per un intervista esclusiva e ha voluto sapere qualcosa di più su questo suo nuovo lavoro, trovando dall’altra parte un cantante con sempre il sorriso sulle labbra e tantissima positività.

C’è molto entusiasmo. Questo è un lavoro che è stato fatto nel tempo, e desideravo uscire da un bel po’. Il disco è stato concepito diversamente rispetto a gli altri. Ci sono voluti 11 mesi di lavorazione, mentre gli altri li facevo in meno tempo. La diversità sta anche nella scelta, nella scrematura dei pezzi. Gli altri album li ho fatti in 2-3 mesi, quindi veramente posso dirmi soddisfatto di questo lavoro. E’ un disco fatto con il cuore, ho avuto la possibilità di scartare alcune canzoni, perché magari in un secondo momento ho reputato banali. All’inizio mi piacevano, ma poi a mente lucida, e poiché l’ascolto cambia a seconda del  tuo stato d’animo, siamo riusciti a capire quale sarebbe stata la via giusta.Come va? Come senti questo disco?

Come mai il titolo dell’album “Necessità Lunatica”?

La canzone che da il titolo all’album racconta una storia, ma il motivo per cui abbiano deciso questo titolo per il disco è un altro: parla di Marco, del mio essere mutevole ed essere sempre affamato di nuovi cambiamenti. Quindi è un titolo molto particolare, facile anche da ricordare per il pubblico, perché un titolo di spicco.

Quali sono le differenze con i tuoi album precedenti?

Più che differenze nell’album, in questo c’è un Marco diverso. Il genere è un po’ cambiato, ma è semplicemente più maturo, più adulto. La chiave è proprio Marco che è cambiato ,non radicalmente ovviamente. Ma come ogni artista ho avuto anch’io le mie metamorfosi, cambia lo spirito, la vocalità, anche grazie alle lezioni che ho preso.

Hai raccontato che il tuo timbro vocale  è cambiato diventando più scuro:  hai lavorato sulla voce in questi  11 mesi?

Il lavoro del disco mi ha impegnato 11 mesi, ma ho lavorato sulla voce per circa 2 anni. Anche se ho avuto circa solo 1 anno di fermo reale, tra tour e promozione del disco precedente.  Ho studiato con il maestro Peppe Vessicchio, ed ho anche fatto logopedia, che mi serviva.

Continua il tuo connubio con Federica Camba, che oltre a firmare il tuo primo singolo insieme a Coro “Mi hai guardato per caso”, è autrice della maggior parte delle 12 canzoni dell’album . Come nascono i pezzi? Li scrive tutti lei o ci metti anche del tuo?

Si, Federica Camba è straordinaria, è un genio. Bravissima. Riguardo ai pezzi dell’album hanno tutti avuto una strada comune tranne “Ti voglio bene”. Pezzi come “Ti sorriderò”, “Ritorni mia” e via dicendo sono stati scritti da lei e io ed il mio team le abbiamo solo scelte. Mentre “Ti voglio bene” è una canzone autobiografica, quasi come se l’avessi scritta io. Ho parlato con Federica dicendole che ero pronto a scrivere una canzone per la mia mamma, pronto a mostrare la mia vita che è stata con lei e pronto a raccontarla. Così ho raccontato a Federica l’intimità che avevo con mia mamma, lei ha raccolto tutti i dati, e all’inizio non riusciva a scriverla dicendo che era “un sentimento troppo grande”. C’era ovviamente tanta paura di eccedere, ma quello che le avevo raccontato era quello che volevo fosse espresso nella canzone. E poi la prima volta che l’ho sentita, devo ammettere che ho pianto. E a distanza di mesi ancora mi fa un effetto strano ascoltarla e sicuramente sarà molto intenso farla dal vivo. Diciamo che è una canzone che mi ha fatto come una sorta di psicanalisi, mi è entrata dentro.

Nell’album c’è una contrapposizione tra testi malinconici ed arrangiamenti più allegri, come mai questa scelta?

La malinconia, la tristezza sono degli stati d’animo umani, che passiamo tutti. Ma fanno anche parte di una facciata di Marco: che è una persona solare, felice, tranquilla, gioiosa. Però ci sono anche i momenti no, i momenti di particolare malinconia…

E può essere che questo lungo periodo di pausa ti abbia portato a scegliere pezzi più malinconici?

No, perché in realtà Marco è rinato in questo periodo di pausa. E ritornato un Marco più allegro. Ma non per forza quando si ha uno stato d’animo si deve cantare solo quello. Alla fine il cantante è come un attore.

Cosa mi dici della ballata anni ’60 “Due mondi opposti” che chiude l’album?

Parla di un tizio un po’ strampalato, che potrei anche essere io, che si innamora di una che proprio non se la fila.  L’arrangiamento è divertente, perché a me ha sempre ricordato un po’ il circo, o una banda. Il testo è tristissimo, invece poi l’ascolti e ti viene anche da sorridere. Molto ironica. E’ stata scritta da Federica Camba e in realtà me l’ha consigliata Maria De Filippi, anche se all’inizio non ero molto sicuro, dato che non avevo mai fatto canzoni simili. Allora l’ho testata sulla mia voce, perché magari il mio timbro era troppo impegnativo per un sound del genere, e invece poi mi è piaciuta molto.

Ti fidi molto di Maria De Filippi?

Si tanto, ci sentiamo spesso.  Che poi in realtà il rapporto è più umano che professionale alla fin fine. Ci sentiamo anche d’estate, c’è affetto : una grande amicizia.

marco carta intervista

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Tornando indietro, dopo il primo provino ad Amici, ti saresti mai aspettato tutto questo?

Ovviamente no, ma la speranza è l’ultima a morire. Le mie speranze vanno anche ben oltre quello che ho fatto. Ma tutto quello che mi è successo non me lo sarei mai aspettato. Io ricordo che, quando andavo a fare i provini, ogni anno era “No”. Mi scartavano continuamente, quindi si, speranza quanto vuoi, però… L’ultimo anno sono andato sfiduciato, ed invece è andata!

Proprio riguardo ad Amici, ora che è ricominciato con il girone dei “Big”, come vivi la competizione? Di chi hai più paura?

Se ci hanno richiamato tutti ci sarà un perché, e io credo ci sia un potenziale in ognuno di loro. E’ una nuova visibilità, con un esposizione ad un pubblico così vasto, è difficile poter dire chi sono quelli più forti.  Le carte si possono continuamente rimescolare, , quindi è una domanda a cui ora non saprei rispondere. Ma mi piace molto essermi rimesso in gioco, non ci sarei andato altrimenti. Sono stato il primo a dire di sì!

Sabato notte è anche arrivata da Los Angeles la notizia che hai vinto come Miglior Cantate Italiano ai Kid’s Choice Awards, come hai preso la notizia? Te lo aspettavi?

No, sinceramente no, perché i concorrenti erano molto forti ed erano due anni che non mi si vedeva molto. Il disco non era uscito, zero promozione, quindi è stato abbastanza inaspettato. La speranza c’è sempre, però non ci credevo. Il segnale positivo era che i fan erano molto accaniti, molto presenti, quindi questo mi dava molta positività.

Con chi ti piacerebbe collaborare in futuro ?

Mi piacerebbe molto collaborare con Vasco Rossi, devo essere sincero. Amo molto anche  Ligabue, ma ho una passione per Vasco Rossi.

Come mai la scelta della ballad “Mi hai guardata per caso” come primo singolo, e non magari la più radiofonica e ritmata “Necessità Lunatica” che da anche titolo all’album?

Io sono sempre uscito con pezzi parecchio radiofonici, “Ti rincontrerò” era un pop-rock, il secondo anno “La forza mia” è sempre pop-rock, poi c’è stato “Quello che dai” pop-rock, tutti i primi singoli sempre belli intensi, carichi anche di strumenti. La mia metamorfosi sta anche in questo, aver cambiato una sorta di linea e provare con una ballata, che ha comunque un inciso molto forte. Poi la radiofonicità si sta anche un po’ perdendo.  Ti faccio un esempio: “La notte” di Arisa, non è un pezzo che sarebbe stato detto radiofonico, eppure è un pezzo passatissimo in radio, su iTunes è prima e quindi, non si capisce ormai cos’è radiofonico e cosa no.

Se ti capiterà l’occasione vorresti tornare a Sanremo, dove hai vinto nel 2009 con “La Forza Mia”?

Si mi piacerebbe molto. E a dire il vero avrei voluto tornarci proprio quest’anno, ma l’album non era pronto.E mi sarebbe piaciuto portare proprio il primo singolo “mi hai guardato per caso”, che spinto a Sanremo avrebbe avuto un buon lancio. Ma ho quel Festival nel cuore, e spero proprio di tornarci presto.

Quindi non ci resta che attendere l’uscita del disco “Necessità Lunatica”  il 10 Aprile…

Il singolo è già uscito ed è stato la canzone più scaricata della settimana, mentre l’album è già prenotabile su iTunes ed è terzo in classifica solo per le ordinazioni. La risposta quindi è molto buona. Dopo l’uscita del disco partirà il tour, ma non sappiamo ancora le date perché non so quanto ancora mi impegnerà Amici.

Intanto potete seguire Marco Carta tutti i sabato sera su Canale 5 ad Amici o incontrarlo di persona il 10 Aprile a Roma e il 16 Aprile a Milano negli store Mondadori.

Intervista di Serena Concato per Four Magazine

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