AUFF!! – MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO

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AUFF!! – MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO

I MaDe DoPo Esordiscono con Auff!! e il Loro Cantautorato Elettrico

In un ospedale di Lanciano (Chieti), quattro ragazzi si ritrovano a fare i conti col dolore post-operatorio, dopo un incidente d’auto. La leggenda vuole che qui nasca il nome dei Management del dolore post-operatorio, una delle migliori band indipendenti della nuova musica italiana, che dopo un apprezzato singolo come Nei palazzi e un po’ di concorsi vinti (e concerti fatti), esordiscono nel full-length con Auff!!, titolo esplicativo di una filosofia che si vorrebbe edonistica (il piacere come opposto del dolore), in realtà più scocciata e disillusa.

E di questa disillusione che sfocia in ironico nichilismo, ma soprattutto di giocoso disagio, è imbevuto questo debutto fatto di 10 canzoni scritte dal cantante Luca Romagnoli e dal chitarrista Marco Di Nardo che imbastiscono un accattivante e beffardo mix tra l’attitudine delle Luci della centrale elettrica con le ritmiche dei Franz Ferdinand, il disco-rock di tendenza e testi che invece scavano nel disagio, senza pretese poetiche.

10 brani in cui il sorriso cela il retrogusto acre della delusione e che si aprono con un trittico di canzoni “riempipista” perfette per scaldare le arene dei live, come Pornobisogno, la title-track Auff!! (forse il pezzo migliore dell’album) e Marilyn Monroe, anthemiche e ritmatissime in cui il cantato sbilenco e molto parlato di Romagnoli si sposa col groove peso di Andrea Paone (basso) e Nicola Ceroli (batteria), per poi mostrare le prime corde di rabbia e dolore, come in Signor poliziotto e nella disperata Amore borghese.

L’unico limite di Auff!! è nella strettissima gabbia musicale che i MaDe DoPo si sono costruiti attorno, fatto di chitarre lancinanti e continue, di ritmi inesausti di linee melodiche che si negano di continuo per poi entrarti comunque in testa: e se va riconosciuta a Romagnoli e soci la capacità di costruire refrain che catturano l’ascoltatore e che li rendono immediatamente riconoscibili, col rischio però di apparire un po’ aridi, specie sul lungo periodo: ma è più una riflessione sul futuro e sull’elaborazione stilistica del gruppo, perché l’album ha tutte le carte in regola per diventare un tormentone, grazie a pezzi come Norman (“siamo così piccoli che quando cadiamo non ci sente nessuno”) e Irreversibile, una versione alternativa della Bibbia.

Un album urgente, Auff!!, urlato ma anche furbo abbastanza da saper conquistare il suo pubblico. Cinico, in una parola. Può essere un limite, per ora è uno spasso.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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