A(NOTHER) STAR IS BORN: JENNIFER LAWRENCE

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A(NOTHER) STAR IS BORN: JENNIFER LAWRENCE

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Dal Nostro Corrispondente a New York

Dopo questi primi mesi del 2012 orfani di veri e propri blockbuster – anche il sottovalutato John Carter si sta rivelando un discreto flop, almeno qui negli Stati Uniti – il pubblico americano, soprattutto quello più giovane, si sta preparando al primo grande evento cinematografico dell’anno, quel The Hunger Games che arriva nelle sale il 23 marzo.

L’advertising, come prevedibile, ha raggiunto picchi stratosferici: New York è letteralmente invasa dal primissimo piano del volto tondeggiante di Jennifer Lawrence/Katniss Everdeen che tende l’arco con cui scaglierà la freccia ferale. A Times Square in questi giorni si può ammirare – anzi, non si può evitare di farlo – una gigantografia del poster del film che copre svariati piani di un grattacielo. Insomma, la ventiduenne attrice originaria del Kentucky, dopo aver in parte “steccato” l’esordio nelle grandi produzioni con X-Men: L’inizio, sembra ormai sulla rampa di lancio per diventare la nuova beniamina del pubblico giovanile americano ed internazionale. Nelle ultime settimane la partecipazione a programmi TV e le copertine dei magazines per lei sono abbondate, non ultima quella del seguitissimo Glamour.

Per quanto sia felice per una giovane attrice che reputo assolutamente talentuosa, ammetto di essere anche piuttosto preoccupato per gli effetti che tale esposizione mediatica provocherà sulla sua carriera, e conseguentemente sulle sue capacità di migliorarsi come interprete.

Sarà realmente pronta la bella e volitiva Jennifer a sostenere il peso dell’imminente celebrità mondiale che già le sta piovendo addosso? Il mio malcelato dubbio è che si verifichi un altro fenomeno simile a quello di Kristen Stewart, interprete che ad inizio carriera lasciava intravedere interessanti potenzialità – ricordate Panic Room o Into the Wild? – ma che una volta incastrata nel ruolo di Bella Swan nella celeberrima Twilight Saga ha denotato una terrificante stasi nel processo di maturazione artistica. Un fattore che non va assolutamente sottovalutato quando attori così giovani entrano a far parte dei meccanismi produttivi dei cosiddetti blockbuster è che poi raramente riescono a lavorare in altre produzioni oltre al franchise di cui sono diventati simbolo. Anche quando ci riescono, non sempre questi film vengono lanciati con la dovuta (o addirittura normale) pubblicità. Rimanendo sul caso della Stewart mi vengono in mente il delicato Adventureland e l’interessante The Runaways, due opere che sia nel mercato americano che in quello internazionale non sono state distribuite come avrebbero meritato. Il dubbio è che, finché questi attori rappresentano una fonte di guadagno incastrati nei personaggi così amati dal pubblico giovanile, si tenda un po’ troppo a preservarne il ruolo “nascondendo” il più possibile agli spettatori i loro altri lavori potenzialmente non in linea con le caratteristiche che li hanno resi famosi, e ovviamente miniere d’oro per le Major americane. Se in passato questa politica ha “stritolato” la vita artistica di attori più consolidati e carismatici – pensiamo ad esempio a quanto c’è voluto al grande Sean Connery per liberarsi dei panni mitici ma ingombranti di James Bond – come possono difendersi ragazzi probabilmente ancora non pienamente definiti come attori?

Adesso quindi non resta che sperare che i meccanismi commerciali studiati intorno a The Hunger Games non stritolino la carriera di Jennifer Lawrence, personalità che però dalle numerose interviste rilasciate sembra dimostrare ben altra tempra e lucidità rispetto alla starlett impegnata con i vampiri Cullen. Un’attrice che a neppure vent’anni di età sceglie di interpretare una parte durissima come quella di Ree Dolly nel meraviglioso Un gelido inverno di Debra Granik – interpretazione per cui ricevette anche una strameritata nomination all’Oscar – ha comunque le carte in regola per non lasciarsi sopraffare dall’effimero della fama e dalla tentazione dei cachet corposi delle mega-produzioni. Una buona cartina di tornasole potrebbe essere il nuovo film che ha appena finito di girare, The Silver Linings Playbook, melodramma diretto da David O. Russell e interpretato tra gli altri da Robert De Niro e Bradley Cooper. La sfida pare di quelle impegnative, non c’è dubbio.

Qualunque sarà il destino di Jennifer Lawrence, rimane sicuro il fatto che The Hunger Games l’ha resa uno dei volti più esposti ed ammirati dell’universo mediatico mondiale. Il film è pronto ad invadere le sale, Simon Beaufoy è già a lavoro sulla sceneggiatura del secondo episodio, Catching Fire. Cos’altro chiedere allo star system hollywoodiano? Io personalmente andrò subito a vedere The Hunger Games – anche perché il regista Gary Ross potrebbe non rivelarsi il solito mestierante messo a dirigere un semplice prodotto di consumo – ma sono altrettanto sicuro che immediatamente dopo vorrò ammirare ancora una volta la bravura della Lawrence in Un gelido inverno.


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